Sono stati trovati abbracciati, all’interno dell’abitacolo, Carlo Arnulfo e Angela Buccico, le vittime della caduta dell’ultraleggero sui monti di Fuscaldo che ha preso fuoco dopo l’impatto. Le salme sono state rimosse mercoledì sera, dopo l’ultimazione dei rilievi, dall’equipe di medicina legale dell’azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro, diretta dalla dottoressa Isabella Aquila, che dovrà effettuare l’autopsia disposta dalla procura della Repubblica di Paola. Procura che ha anche l’intenzione di affidare un incarico tecnico in merito alle possibili cause della caduta del velivolo, a eventuali responsabilità colpose, oltre che sul corretto funzionamento o meno dei dispositivi di sicurezza del biposto. Per questo saranno nominati un componente dell’aeronautica militare e un ingegnere di fiducia della procura.

Aereo ritrovato dopo tre giorni di ricerche

Il relitto del velivolo con a bordo i due avvocati romani è stato trovato dopo tre giorni di ricerche nelle montagne di Fuscaldo, nel cosentino. Scomparso durante il volo da Capo d’Orlando (a Sibari) a bordo c’erano i due corpi carbonizzati di pilota e passeggera. Il relitto è stato individuato mercoled19 agosto durante un sorvolo dell’elicottero del gruppo Sar di Grottaglie dell’aeronautica militare, dopo che una testimone aveva fornito un’indicazione rivelatasi decisiva per restringere l’area delle ricerche.

La testimonianza di una residente 

La donna, residente nella zona, soltanto nella serata di martedì aveva riferito al soccorso alpino di aver visto il velivolo passare a bassa quota nei pressi della propria abitazione. Sulla base della testimonianza, i tecnici del soccorso alpino e speleologico calabrese hanno individuato un preciso cono di ricerca e pianificato un intervento mirato, chiedendo il supporto dell’aeronautica militare.

Precipitato in una zona montuosa

L’ultraleggero, un biposto Tecnam P2008, è precipitato in una zona montuosa particolarmente impervia, coperta da una fitta vegetazione e difficilmente individuabile dall’alto. L’operazione aerea è scattata all’alba. Dopo oltre un’ora di sorvolo, le ricerche si sono concentrate su un canalone, dove tra la fitta vegetazione è stato individuato un frammento del velivolo. I tecnici del soccorso alpino e l’aerosoccorritore dell’aeronautica militare sono stati quindi calati dall’elicottero, da circa 45 metri di altezza, e hanno raggiunto a piedi il luogo dell’impatto, seguendo la scia dei detriti. Qui hanno trovato l’aeromobile quasi completamente carbonizzato, con numerosi frammenti dispersi nell’area. Per le due persone a bordo non c’era più nulla da fare.

Imsi catcher 

Determinante per restringere progressivamente l’area di intervento è stato anche l’utilizzo dell’Imsi catcher, lo strumento che permette di individuare un telefono cellulare attraverso il segnale della rete mobile. Dopo i primi riscontri, l’area era stata circoscritta alle montagne comprese tra Fuscaldo, San Pietro di Fuscaldo e la località Scarcelli. Le operazioni, coordinate dalla prefettura di Cosenza, hanno coinvolto vigili del fuoco, aeronautica militare, capitaneria di porto e protezione civile.

Spariti da domenica

Arnulfo e Buccico erano partiti domenica alle 9:30 dalla pista di volo di Capo d’Orlando, in contrada Tavola Grande, diretti a Sibari, al termine di una vacanza in Sicilia. L’allarme era scattato dopo che i familiari avevano segnalato la loro mancata destinazione. La procura di Paola, diretta da Domenico Fiordalisi, ha aperto un’inchiesta e ha nominato due consulenti che dovranno ricostruire quanto accaduto. Il velivolo, infatti, è andato in fiamme ed è stato trovato quasi completamente carbonizzato.

“La notizia che mai avremmo voluto ricevere”

Dovrà essere verificata anche la presenza e il funzionamento del dispositivo di sicurezza dell’ultraleggero, che dovrebbe trasmettere un segnale in caso di incidente. “La notizia che mai avremmo voluto ricevere, purtroppo, è arrivata”, ha detto il sindaco di Fuscaldo Giacomo Middea, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime. “È un momento di profondo dolore” che colpisce le famiglie, le città di Matera e Roma e l’intera comunità di Fuscaldo. Il sindaco ha inoltre ringraziato “tutte le persone impegnate nelle ricerche”, sottolineandone la professionalità e la determinazione. “Sconcerto” anche da parte del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che ha apre “il più sentito cordoglio” ai familiari delle vittime e, in particolare, “al papà di Angela, Emilio Nicola Buccico, al fratello Rocco, alla città di Matera colpita da una perdita così grave e prematura”.

La famiglia Buccico

Angela Buccico era figlia dell’ex senatore Nicola Buccico e sorella di Rocco Michele, attuale vicesindaco del capoluogo della Basilicata. Vicinanza ai familiari dei due avvocati romani anche da parte del sindaco Roberto Gualtieri: “Ho seguito con apprensione la vicenda sin dal momento della scomparsa dell’aeromobile, nella speranza di un epilogo positivo – sottolinea -. Il drammatico esito di queste ore lascia tutti profondamente addolorati”.

Recupero del velivolo

Stamattina sono invece iniziate le operazioni di recupero dei resti dell’ultraleggero In giornata sarà anche formalizzato l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia sui corpi carbonizzati delle due vittime, gli avvocati Carlo Arnulfo, 64 anni, di Roma, e Angela Buccico, 55 anni, di Matera. L’esame autoptico dovrebbe svolgersi lunedì prossimo o al più tardi martedì e sarà eseguito dall’equipe della medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, guidata dalla professoressa Isabella Aquila, che nel pomeriggio di ieri ha proceduto al recupero dei corpi e a effettuare i primi rilievi utili alle indagini.

Cause del decesso

L’accertamento delle cause del decesso è un elemento centrale per aiutare anche nella ricostruzione della dinamica dell’incidente in quanto potrebbe chiarire se l’incendio si sia sviluppato prima o a causa dell’impatto al suolo. I sopralluoghi nell’area del ritrovamento sono stati supportati dall’impiego di una nuova tecnologia introdotta dall’Istituto di medicina legale dell’università Magna Graecia di Catanzaro: un drone attraverso cui è stato possibile documentare e correlare le prove rinvenute sul luogo dello schianto in relazione alla posizione del velivolo e dei corpi.