di
Fabrizio Dividi

Mario Pirrello ospite del tour sulle location argentiane di Torino. «È come se la sua percezione della città in termini di esoterismo, misteri e magia nera si armonizzasse portando in dote una personalità a lui affine»

«Ammiro così tanto Dario Argento che al provino di Occhiali neri gli chiesi una foto ricordo: se non mi avesse scelto, almeno, un risultato lo avrei portato a casa». Mario Pirrello è l’ospite d’onore del «Torino d’Argento Tour Locations», tradizionale tributo al regista previsto per domenica 6 settembre. Sarà un’edizione dedicata al suo ultimo film in cui il torinese Pirrello interpreta l’ispettore capo Aleardi, binomio perfetto per ingolosire i tanti cinefili «argentiani» in città.

«Ho accettato questo invito con grande piacere. Per me, che ho passato più ore con i suoi film che sul set, sarà come vivere l’esperienza di un ammiratore. Anche durante le riprese, dove ovviamente dovevo rispettare i principi della mia professione, quel bambino era presente, emozionato ed eccitato di essere davanti a un grande maestro. Un aneddoto? Sentire la voce di Argento che ripeteva ossessivamente “sangue, sangue; più sangue, più sangue” per controllare il fiotto che sgorgava dalla gola della prima vittima: è un’esperienza che non dimenticherò facilmente».



















































Il programma del tour

L’iniziativa, con ritrovo alle 9 in piazzale Duca d’Aosta, di fronte al Politecnico, accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle location torinesi utilizzate da Dario Argento nel corso della sua carriera. Il tour, condotto dagli organizzatori Pupi Oggiano e Gabriele Farina, si concluderà alle 18 nella sede di Rinascimenti Sociali in via Maria Vittoria 38, dove l’attore e Antonio Tentori, sceneggiatore e collaboratore del regista, parteciperanno a una tavola rotonda sul suo cinema.

«Sicuramente — scherza Pirrello — tra il pubblico ci sarà chi ne sa più di me, ma mi farà piacere condividere le emozioni che il cinema di Argento mi ha provocato fin da bambino. Ricordo, per esempio, che quando leggevo di un suo film in tv, mi organizzavo con molto anticipo con mia mamma per avere il permesso di guardarlo; e se li rivedo oggi, è come tornare in contatto con quella parte di me. A ripensarci, Dario Argento mi ha fatto capire per la prima volta la forza di suggestione che può avere la mente: lui ha innescato capacità immaginifiche che non sapevo ancora di avere, e probabilmente mi ha instradato in questa professione».

Film girati a Torino

Il percorso «argentato» toccherà i set di sette film torinesi: Il gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio, Profondo rosso, Non ho sonno, Ti piace Hitchcock?, La terza madre e Giallo.
«È come se la sua percezione di Torino in termini di esoterismo, misteri e magia nera si armonizzasse portando in dote una personalità a lui affine. Persino una clinica avveniristica ambientata alla Gam poteva acquistare credibile inquietudine».

I set

La decostruzione-ricostruzione della città, ovviamente, tocca il suo apice in Profondo rosso, titolo che Mario Pirrello ricorda di aver vissuto con particolare empatia: «Quel film ha lasciato dentro di noi molteplici tracce indelebili. Come quelle sonore dei Goblin; dei colori del flashback del bambino che assiste all’omicidio del padre; e, naturalmente, dei luoghi in cui si svolgono scene indimenticabili. Penso al muro scrostato all’interno di Villa Scott che ci apre uno squarcio sul passato del protagonista, e alla fontana del Po di piazza Cln, talmente eccessiva da sembrare “falsa”, proprio come il bar in stile “hopperiano” che Argento aveva ricostruito poco distante».
Tra le location più note, c’è anche il Teatro Carignano: «Vi si svolge la prima sequenza in cui assistiamo all’ingresso del “paranormale”. Pensare che proprio su quel palco ho portato l’Amleto in apertura della 70esima stagione del Teatro Stabile, e che lì tornerò a maggio per chiudere la prossima, mi fa pensare che un cerchio del destino si è chiuso nel modo migliore».


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21 agosto 2026 ( modifica il 21 agosto 2026 | 08:44)