A inizio agosto, dopo la pubblicazione dell’inchiesta, la Guardia di Finanza ha condotto alcuni controlli in distributori a campione nella zona di Roma e Provincia: “Circa il 20% degli impianti controllati è risultato irregolare, sia per quanto riguarda la qualità del prodotto erogato, sia per l’esposizione al pubblico dei prezzi sia per il rapporto tra carburante risultato erogato e prodotto effettivamente sceso a terra”, ha riferito il colonnello Daniele Corradini, comandante del I Gruppo Roma della Guardia di Finanza che ha coordinato la maxi-operazione. Dati confermati anche dalle analisi di laboratorio effettuate dai tecnici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: “Abbiamo riscontrato alcune anomalie dovute alla presenza di sostanze diverse da quelle che dovevano essere naturalmente presenti. In media, troviamo un campione adulterato ogni 10-15 analizzati, e che quindi non rispetta le norme, sia quelle commerciali sia quelle fiscali. Ed è un fenomeno in crescita in questi ultimi periodi”, ha detto all’Adnkronos Fabrizio Apruzzese, dirigente dell’ufficio laboratorio di Roma Dell’Adm. Un fenomeno “dovuto alla miscelazione di altri prodotti con il gasolio per accrescerne il volume”. “Inoltre – ha aggiunto Apruzzese – nella benzina in qualche caso abbiamo riscontrato delle anomalie dovute alla presenza di acqua”.

 

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