Quanto ha cambiato la sua adolescenza e il suo percorso di vita avere uno sport così totalizzante?
«Il sacrificio è quello che richiedono tutti gli sport di alto livello. Non ho potuto vivere tantissime esperienze che hanno avuto i miei coetanei: ho dovuto rinunciare alle uscite serali, ad attività minimamente rischiose e anche a diversi compleanni e feste in famiglia».

Quante ore al giorno si allena?
«Cambia da squadra a squadra; in nazionale, generalmente, ci alleniamo almeno tre ore al giorno».

In una precedente intervista ha raccontato che, all’inizio, odiava la pallavolo, ma sua madre l’ha spronata a continuare; col tempo, le ha dato ragione.
«Sicuramente il fatto che fossi piccola non mi dava troppe possibilità di scelta, però, ambientandomi meglio nel contesto di squadra, ho iniziato ad apprezzare il gioco. Probabilmente, se non avessi avuto quella “spinta”, non avrei continuato di testa mia. Non deve essere stato facile nemmeno per mia madre vedermi infelice all’inizio. Ora però posso dire che il mio percorso ha ripagato tutta la fatica».

Ekaterina Antropova pallavolista della nazionale «Da adolescente praticare uno sport ad alto livello non mi ha permesso...

Sua madre è una figura fondamentale nella sua carriera, ci racconta il vostro rapporto? Vi scambiate consigli di bellezza, magari legati alla cura dei capelli o al benessere in generale?
«Mia madre mi ha accompagnato nell’avventura in Italia e penso che questo ci abbia legato tantissimo. Parliamo e ci confrontiamo su tutto, dalle cose più filosofiche alla quotidianità. Anche la parte del benessere e della cura ci unisce; ultimamente le ho fatto provare i nuovi prodotti per i capelli di Joico e se ne è innamorata anche lei».

Quali sono stati i successi sportivi che le hanno dato maggiore carica e consapevolezza?«Il primo è sicuramente la vittoria olimpica, un traguardo di vita che, quando si realizza, richiede tempo per essere metabolizzato. L’altro è più recente: la vittoria del Mondiale per Club, una conquista per me un po’ più “matura” che ha portato una grandissima soddisfazione personale e per la società».