La West Nile continua a far parlare di sé. Nelle ultime ore nuovi casi sono stati segnalati in diverse zone d’Italia, mentre l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità mostra una circolazione del virus sempre più estesa sul territorio.

In provincia di Oristano i casi sono saliti a 20. L’ultimo riguarda un ultrasettantenne ricoverato all’ospedale San Martino. Per ogni nuova infezione vengono attivate l’indagine epidemiologica e le misure di prevenzione previste sul territorio.

Nuove segnalazioni arrivano anche dal Nord. In Emilia-Romagna i casi confermati sono 36, mentre la Lombardia, con 84 infezioni registrate nel nuovo report ISS, è tra le regioni maggiormente interessate.

West Nile, cosa dicono gli ultimi numeri

Il quadro nazionale è contenuto nel report dell’ISS pubblicato il 20 agosto e aggiornato al 19 agosto.

Dall’inizio della sorveglianza sono state confermate in Italia 312 infezioni da West Nile Virus, contro le 226 del bollettino precedente. I decessi notificati sono 13, uno relativo a un caso importato.

Il virus è stato rilevato nell’uomo, negli animali o nelle zanzare in 60 province di 16 regioni. Nello stesso periodo del 2025 le province interessate erano 52 in 15 regioni.

C’è però un dato che aiuta a ridimensionare l’allarme: nello stesso periodo dello scorso anno i casi confermati erano 351 e i decessi 22. Il virus è quindi presente in un territorio più ampio, ma casi e decessi risultano finora inferiori al 2025.

Quel numero che può ingannare

Tra i 312 casi diagnosticati, 156 sono forme neuro-invasive, quelle più serie, nelle quali il virus può raggiungere il sistema nervoso e provocare meningite o encefalite. Altri 115 casi hanno sviluppato febbre, mentre 40 infezioni sono state individuate in donatori di sangue senza sintomi.

Significa che metà delle persone che prendono la West Nile sviluppa una forma grave? No.

È uno degli aspetti più importanti per capire questi dati. Circa 8 infezioni su 10 non provocano sintomi e quindi nella maggior parte dei casi non vengono diagnosticate.

Chi sviluppa una forma neurologica, invece, arriva più facilmente in ospedale e viene sottoposto agli esami. Per questo le forme gravi pesano molto di più nelle statistiche dei casi confermati rispetto a quanto accade tra tutte le persone realmente infettate.

Come arriva il virus all’uomo

La West Nile viene trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare infette del genere Culex, le comuni zanzare diffuse anche nel nostro Paese.

Il ciclo del virus coinvolge soprattutto uccelli e zanzare: l’insetto si infetta pungendo un uccello portatore e può successivamente trasmettere il virus all’uomo.

La West Nile non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso i comuni contatti quotidiani.

Chi deve fare più attenzione

Quando l’infezione dà sintomi possono comparire febbre, mal di testa, stanchezza, nausea e dolori muscolari. Nella maggioranza dei casi il decorso non è grave.

A rischiare maggiormente le complicanze sono soprattutto anziani e persone fragili. Confusione, sonnolenza marcata, debolezza importante, difficoltà nei movimenti o alterazioni dello stato di coscienza richiedono una valutazione medica tempestiva.

La prevenzione comincia da balconi e giardini

Non esiste attualmente un vaccino contro la West Nile per uso umano. La difesa principale resta quindi evitare le punture: repellenti, zanzariere e abiti più coprenti, soprattutto nelle ore di maggiore attività delle zanzare.

Ma una parte della prevenzione si fa anche a casa. Sottovasi, secchi, annaffiatoi e piccoli contenitori possono trattenere acqua e favorire la riproduzione delle zanzare.

La West Nile merita quindi attenzione, soprattutto per proteggere le persone più vulnerabili. Ma i numeri vanno interpretati correttamente: il virus è diffuso, mentre casi e decessi restano finora inferiori allo stesso periodo dello scorso anno.

Fonti

Istituto Superiore di Sanità – Report della Sorveglianza dei casi umani di West Nile e Usutu virus in Italia, Report n. 4 del 20 agosto 2026, dati aggiornati al 19 agosto. (Epicentro)

Istituto Superiore di Sanità – West Nile: in Italia 312 casi confermati, 13 decessi, 20 agosto 2026. (ISS)

Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro, Febbre West Nile – aggiornamenti e sorveglianza. (Epicentro)

ASL 5 Oristano – aggiornamenti sulla sorveglianza West Nile.

Regione Emilia-Romagna – Sorveglianza integrata West Nile 2026.