L’Azienda Ulss 5 Polesana comunica “un nuovo caso confermato di Febbre West Nile in un uomo di 73 anni, residente a Lendinara”.

“I sintomi – spiega la nota stampa dell’azienda sanitaria del Polesine – sono insorti il 15 agosto e hanno reso necessario il ricovero. Il paziente si trova attualmente ricoverato all’Ospedale di Rovigo e non è in condizioni critiche. Il personale del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) si è attivato per verificare l’efficacia dei trattamenti comunali di disinfestazione larvicida. Il sindaco di Lendinara è già stato informato”. E’ il quarto caso, in Polesine, di West Nile, dall’inizio dell’estate. Gli altri tre si sono verificati due volte a Rovigo e una volta ad Ariano nel Polesine.

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La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

 I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.