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Redazione Cronache
Boom di richiami nei maggiori centri di vaccinazione della città. Il direttore dell’unità Malattie infettive del Policlinico di Palermo Antonio Cascio: «Si teme un focolaio epidemico»
La madre della bambina di 4 anni morta a Palermo per sospetta difterite si è sfogata sui social. «Il dolore è mio e solo mio, ma vi auguro di non avere a che fare mai con medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia», scrive Manuela Maggio. Anna Rosa Bartolotta è deceduta mercoledì notte all’ospedale dei bambini «Di Cristina» di Palermo, dopo il ricovero in Terapia intensiva. I medici hanno tentato di abbassare gli effetti della tossina prodotta dal batterio della difterite ma non c’è stato nulla da fare.
La bimba non era stata vaccinata per volontà dei genitori no vax. A seguito del suo caso, molte persone hanno eseguito i richiami dei vaccini nei maggiori centri vaccinali di Palermo. In quello del quartiere San Filippo Neri (Zen), hanno dovuto raddoppiare la presenza dei medici per il grande afflusso, mentre nel centro di via Giorgio Arcoleo si sono esaurite le scorte del siero esavalente, efficace anche contro la difterite, a cui è seguito l’immediato rifornimento attingendo dalle scorte.
Il direttore dell’unità Malattie infettive del Policlinico di Palermo Antonio Cascio, intanto, mette in allerta le persone non vaccinate che potrebbero essere entrate in contatto con la bambina: «Si potrebbe temere un mero focolaio epidemico». Per l’infettivologo, in questa fase è fondamentale rintracciare il paziente zero e ricostruire i contatti della minore: «Può essere che ci sia un portatore sano tra i parenti o i conoscenti e quindi inconsapevolmente abbia potuto infettare la bimba. Il rischio di una diffusione è minimo al momento».
«Gli accertamenti sono ancora in corso ed è doveroso attendere le conclusioni definitive sulle cause del decesso», ha detto Vincenzo Tipo, presidente della Simeup, Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica. La Procura ha disposto l’autopsia e i carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche.
Tipo sottolinea che è un errore definire la difterite una malattia del passato, poi spiega: «La gravità di questa infezione, causata principalmente dal Corynebacterium diphtheriae, è legata soprattutto alla tossina difterica, capace di diffondersi nell’organismo e provocare complicanze gravissime, in particolare a carico del cuore e del sistema nervoso, fino all’insufficienza multiorgano e alla morte».
21 agosto 2026
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