La Procura di Nîmes ha reso noto di aver incriminato per omicidio volontario l’uomo sospettato dell’uccisione di Sonia Bellina, influencer il cui corpo carbonizzato era stato rinvenuto il 12 agosto tra i vigneti di Saint-Gilles (Gard).

Un secondo fermato è stato invece rimesso in libertà il giorno precedente, al termine di diverse ore di custodia, poiché la sua “partecipazione ai fatti” non è stata accertata, ha precisato l’ufficio del pubblico ministero.

L’indagato, 32 anni, è  già stato condannato per “reati legati al traffico di stupefacenti”, riferisce l’accusa. È in particolare “accusato di aver avuto contatti con la vittima (…) poco prima dei fatti”, secondo la Procura di Nîmes.

Vari elementi lasciavano supporre che fosse il suo ultimo contatto dopo un primo contatto avvenuto la notte precedente. Nulla indicava una relazione tra loro che non fosse di natura economica”, ha aggiunto il pubblico ministero.

Durante gli interrogatori, l’uomo ha ammesso di aver avuto “un rapporto con la vittima sia la notte dei fatti che quella precedente”, ma ha rifiutato di fornire ulteriori spiegazioni, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

Con precedenti penali rilevanti, l’indagato è noto alla magistratura dal 2010 per condotte violente e reati soprattutto in materia di stupefacenti. Risiede nel dipartimento del Gard dalla fine del 2024, dove lavorava ed era seguito dal servizio penitenziario di reinserimento e messa alla prova del Gard sin dal suo trasferimento.

Nel dicembre 2023 era inoltre stato condannato a “una pena mista, comprendente la detenzione seguita dalla sorveglianza da parte del magistrato di sorveglianza, per violenze coniugali commesse nel dipartimento del Nord”; ciò comportava che, al momento dei fatti, indossasse un braccialetto elettronico anti-avvicinamento destinato a tutelare la sua ex compagna, residente a ottocento chilometri di distanza, ha precisato la Procura.

L’inchiesta prosegue: “Spetta ora al magistrato inquirente stabilirne le cause, le responsabilità e l’esatta dinamica”.

L’autopsia finora non ha consentito di determinare le cause del decesso e sono stati disposti ulteriori accertamenti scientifici.

Sonia Bellina, 29 anni, lavorava come estetista e creatrice di contenuti. Aveva oltre 250.000 follower su TikTok e quasi 15.000 su Instagram, notorietà costruita in sei anni.

Dopo la sua scomparsa, lo spazio dei commenti è divenuto luogo di omaggi, ma continuano ad arrivare numerosi messaggi aggressivi. In una nota, l’avvocato della famiglia, Mourad Battikh, ha denunciato la proliferazione online di “voci, speculazioni, affermazioni offensive e accuse, accompagnate da immagini ed elementi riguardanti la vita privata”.

Una deriva stigmatizzata anche dalla sorella della vittima al quotidiano Midi Libre: “La gente esagera, è orribile […]. È una forma di molestia; c’è persino chi dice che si sia meritata quello che le è successo”.

Per i suoi cari, ciò che conta è ricordare la sua indole “solare, gentile e amata dalla gente”, come sottolineato in particolare dalla sorella maggiore. “Una persona molto legata ai suoi cari”, racconta un residente contattato telefonicamente. Su TikTok, un’utente che la definisce “un’amica d’infanzia” la ricorda come “allegra” e “gentile”, invitando a smettere di “diffondere cattiverie”.

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