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Matteo Persivale, inviato a New York

Melania torna alla Casa Bianca: «Ho saputo che vi sono mancata»

NEW YORK Il tono, molto poco professionale per e-mail di lavoro inviate al proprio capo, è quello delle letterine d’amore adolescenziali, tra la dovizia di punti esclamativi e il commiato «con tutto il mio cuore»: mancano solo gli sticker della gattina dei fumetti giapponesi Hello Kitty, e gli orsetti.



















































«Per me conti solo tu». «Non dovremmo parlare sempre di lavoro!!». E poi, facendo riferimento ad altre colleghe: «Invidio quelle che per lavoro parlano tutto il tempo con te, e sono carine: voglio fare io quel lavoro!! Parleremmo di tutto e di niente, parliamo sempre troppo di lavoro».

Firmato Natalie Harp, assistente di Trump che si è assicurata con l’assoluta devozione un ruolo di potere autentico: è lei a stampare (con la fedele stampantina portatile) quel che Trump legge — il presidente che ha rivoluzionato la politica coi social usa pochissimo le app dello smartphone — e a scrivere un numero non piccolo dei suoi «Truth» social.

Ieri il Daily Beast ha pubblicato le scansioni degli originali: Michael Wolff, commentatore anti-trumpiano, aveva già incluso ampie citazioni nel suo libro dell’anno scorso sulla rielezione del presidente. Da ieri, ecco l’intero epistolario.

«Per favore, quando sbaglio, me lo dirai? Hai il pieno diritto di rimproverarmi duramente, se necessario, quando me lo merito, perché nessuno mi conosce o si preoccupa per me più di te», scrive Harp al presidente.

Le lettere sono state scritte durante, o immediatamente dopo, il viaggio di Trump nei suoi campi di Aberdeen e Turnberry, in Scozia, e Doonbeg, in Irlanda, nel maggio 2023.

Alla richiesta di commentare a nome di Harp, il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle ha risposto ieri: «Natalie Harp è una delle assistenti più leali della squadra del presidente Trump, e una di quelle più dedite al lavoro. I continui attacchi di Fake News a Trump e alla sua amministrazione dimostrano esattamente perché la fiducia nei media è ai minimi storici. I media dovrebbero tornare a riportare notizie vere e smettere di rigurgitare punti di discussione liberali squilibrati da Trump».

E poi, l’attacco al senatore democratico Jon Ossoff, che domenica scorsa aveva fatto un riferimento non elegante al fatto che Trump si preoccupa solo di «viaggiare con Natalie»: «Jon Ossoff è un ragazzino effemminato che fa teatro: ha votato per aumentare le tasse in modo massiccio, fornire agli immigrati clandestini assistenza sanitaria gratuita finanziata dai contribuenti, e per tagliare i fondi alla lotta all’immigrazione clandestina. È pericoloso».

Wolff, nel suo podcast, dice di aver ricevuto gli appunti di Harp da fonti della campagna elettorale del presidente, che erano preoccupate di quanto lei si stesse avvicinando a Trump: «Non è una relazione che dovrebbe esistere in un contesto professionale».

Non che sia la prima né la più grave violazione a usi e costumi della Casa Bianca — anche Harp lavorò a lungo senza la luce verde dei servizi sul suo background, un tempo indispensabile per accedere a materiale relativo alla sicurezza nazionale (Jared Kushner fece ancora più fatica finché Trump gli dette una deroga).

Però al di là delle polemiche, è chiaro che il potere di Harp — può cestinare qualcosa che non vuole che il presidente veda, e enfatizzare altro — ha dato fastidio più dentro alla Casa Bianca che fuori. Un presidente che chiede più di ogni altra cosa lealtà, da Harp l’ha ottenuta, al di là delle motivazioni che la spingono a tanta clamorosa adulazione.

E se i democratici hanno in mano soltanto le lettere pubblicate da Wolff, è evidente che non siamo per ora davanti a un nuovo caso Lewinsky (i repubblicani rovinarono Clinton tramite l’abito con il Dna, non con letterine tenere).

In questo quadro, è riapparsa (con abilità) Melania Trump: mano nella mano con il marito come risposta indiretta alle ipotesi di Wolff secondo il quale quando c’è Harp lei scompare, eccola sul podio per parlare di un’iniziativa benefica (con maxi-assegno di cartone da due milioni di dollari in favore di telecamera): «Ho sentito che vi sono mancata. Eccomi qua. Eccomi qua! Benvenuti alla Casa Bianca».

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22 agosto 2026