“L’Eternità dell’Istante“ l’hanno fissata nel marmo bianco di Carrara due artisti, Beatrice Taponecco e Piergiorgio Balocchi. Quell’istante l’hanno reso eterno in 25 opere esposte alla Fortezza Firmafede di Sarzana, nella mostra aperta fino all’11 ottobre, curata da Roberto Spinetta – Hc Gallery di Pietrasanta. Una mostra che culminerà in un progetto inedito: per la prima volta i due artisti realizzeranno un’opera a quattro mani dedicata a Sarzana che sarà poi donata alla città.
Le opere, allestite in installazioni site specific, accompagnano i visitatori in un percorso immersivo attraverso i suggestivi sotterranei della Fortezza Firmafede. Piergiorgio Balocchi e Beatrice Taponecco vivono e lavorano a Torano, nel cuore delle Alpi Apuane. Lì, dove il marmo è parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana, prende forma la loro ricerca artistica. Ma Sarzana occupa un posto speciale nel loro percorso umano: per Piergiorgio Balocchi è il luogo dei ricordi d’infanzia, delle estati con i cugini nella casa della nonna, per Beatrice Taponecco è la città delle proprie origini, delle radici e degli affetti.
La mostra “L’Eternità dell’Istante“ nasce dall’incontro dei due artisti che, percorrendo strade diverse, condividono la stessa tensione: sottrarre un istante al tempo. Nelle sculture di Piergiorgio Balocchi il marmo trattiene il moto del panneggio, trasformando il gesto in memoria permanente. Nelle opere di Beatrice Taponecco la natura viene colta nell’attimo della sua metamorfosi: una foglia che si apre, un petalo che si incurva, una forma organica che si raccoglie su sé stessa. Per entrambi quell’istante non è un oggetto ma un processo, e il marmo “eterno“ conserva ciò che nella realtà esiste solo per un momento.
La scultura si rivela come il luogo in cui il tempo smette di scorrere senza mai arrestare la vita della forma. Beatrice Taponecco e Piergiorgio Balocchi trasformando l’esposizione in un dialogo tra la scultura e un luogo che continua a custodire una parte della loro identità. Da questo legame nasce il progetto dell’opera a quattro mani dedicata a Sarzana. Concepita come un gesto di riconoscenza verso la città che li unisce alle proprie radici, le due poetiche si incontreranno in un’unica scultura, destinata a entrare a far parte del patrimonio del Comune come testimonianza permanente di questo speciale ritorno.
L’esposizione è promossa da Comune di Sarzana, Confcommercio La Spezia e Associazione Antiquari Sarzana, è curata di Roberto Spinetta (HC Gallery – Pietrasanta), ha il patrocinio dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, del Comune di Carrara, e l’apprezzamento del Club per l’Unesco “Città dei marmi”. Ha il sostegno della Direzione Regionale dei Musei Liguria, della Camera di Commercio Riviere di Liguria Imperia Savona La spezia, La Nazione, la Banca Versilia, Lunigiana e Garfagnana, la Cooperativa Earth. Un contributo alla realizzazione dell’esposizione è di Franco Barattini (Cave Michelangelo Srl).
Beatrice Taponecco, nata a Sarzana nel 1987 e laureata in Scultura l’Accademia di Belle Arti di Carrara, vive e lavora a Carrara nel suo atelier a Torano. Crea direttamente dal blocco di marmo, con una ricerca che partendo da un dato naturale si articola su eleganze squisitamente formali. Piergiorgio Balocchi (1954) è professore emerito della Cattedra di Scultura nella Accademia di Carrara e Membro della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.