Eccola, dunque, la città che quest’anno celebra i suoi primi trent’anni di pace. Ancora lì, distesa fra le colline, piena di ricordi e di memoria ma, esattamente come allora, viva e vivace. Amila, musicologa e professoressa associata presso l’Accademia di Musica dell’Università di Sarajevo, questa città non l’ha mai abbandonata. Neanche durante i quattro anni di assedio, quando in molti trovarono il modo di allontanarsi dalle bombe. «Mio padre era geologo, mia madre psichiatra. Durante la guerra non percepivano stipendio ma erano pagati con i buoni pasto e con gli aiuti internazionali. Ma quando vennero invitati a rifugiarsi a Parigi non sono voluti partire. Lui fu precettato alle armi e iniziò a lavorare per la protezione civile; lei sentiva un obbligo morale a non abbandonare i suoi pazienti. Io sono rimasta per stare con loro».

L'Hotel Holiday Inn lungo il “Viale dei cecchini” quartier generale dei corrispondenti e delle troupe televisive di...

L’Hotel Holiday Inn, lungo il “Viale dei cecchini”, quartier generale dei corrispondenti e delle troupe televisive di tutto il mondo durante gli anni dell’assedio (@MgFilippi)

Amila, com’è vivere sotto assedio?
«Durante quel tempo sono stata testimone di una vita molto particolare. È interessante scoprire che cosa diventa importante durante la guerra. Tutto diventa normale: l’adattamento è automatico e viene naturale. Noi andavamo a scuola: mi ricordo che un giorno l’edificio venne colpito dalle granate. Tutti corsero nel corridoio per nascondersi, ma non appena la sparatoria finì, tornammo in classe per fare un test di fisica».

C’era spazio per l’arte, per la musica, per il teatro?
«Durante l’assedio, l’arte era importante quanto il cibo. L’intera città era un brulicare d’arte. Si organizzarono circa 2000 concerti, quasi 200 spettacoli teatrali e un numero simile di mostre. Alcuni si svolsero in spazi culturali noti, ma molti in scantinati, ospedali, scuole, rifugi».

Artigianato locale fra le caratteristiche strade della Baščaršija il quartiere più antico della città

Artigianato locale fra le caratteristiche strade della Baščaršija, il quartiere più antico della città (@MgFilippi)