C’è una rivoluzione che sta cambiando contemporaneamente medicina, ricerca e industria farmaceutica. Da una parte i nuovi farmaci contro obesità e diabete, dall’altra l’intelligenza artificiale applicata alla scoperta e allo sviluppo delle terapie. E l’Europa, Italia compresa, è al centro di questa trasformazione.

I numeri spiegano perché. Nell’Unione europea il 50,6% delle persone con almeno 16 anni risultava in sovrappeso nel 2022. In Italia la percentuale era più bassa, 41,3%, ma la sorveglianza PASSI dell’Istituto superiore di sanità stima che nel 2023-2024 il 43% degli adulti tra 18 e 69 anni fosse comunque in eccesso ponderale. I dati non sono direttamente sovrapponibili perché utilizzano popolazioni e metodologie differenti, ma descrivono la stessa emergenza sanitaria. (European Commission)

A questa si aggiunge il diabete: secondo l’OMS circa 74 milioni di adulti convivono oggi con la malattia nella Regione europea. (Organizzazione Mondiale della Sanità)

Dai GLP-1 una svolta, ma non una scorciatoia
Gli agonisti dei recettori GLP-1 e GIP/GLP-1 hanno aperto una nuova fase nel trattamento del diabete di tipo 2 e dell’obesità. In Italia alcuni principi attivi sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale per specifiche indicazioni diabetologiche, mentre l’impiego per la gestione del peso resta, allo stato attuale, non rimborsato dal SSN. AIFA richiama inoltre la necessità di appropriatezza prescrittiva e monitoraggio clinico. (AIFA)

La questione, quindi, non è soltanto quali nuovi farmaci arriveranno, ma chi potrà accedervi e a quali condizioni.

L’AI entra nei laboratori
La seconda accelerazione arriva dall’intelligenza artificiale. Nell’UE il numero annuale di brevetti AI legati alla sanità è aumentato di circa venti volte tra il 2016 e il 2024. Algoritmi e modelli possono aiutare a selezionare molecole, analizzare dati clinici e rendere più efficienti alcune fasi dello sviluppo dei medicinali. EMA e FDA hanno già definito principi comuni per un utilizzo affidabile dell’AI lungo l’intero ciclo di vita del farmaco. (Futurium)

Il farmaceutico cresce più dell’industria europea
La trasformazione è anche economica. Nel 2024, mentre il valore della produzione industriale dell’UE diminuiva dell’1,9%, quello dei prodotti farmaceutici è cresciuto del 12,7%, da 234 a 263 miliardi di euro. Secondo EFPIA, l’industria farmaceutica europea ha inoltre investito circa 55 miliardi in ricerca e sviluppo nel 2024. (European Commission)

L’Italia è uno dei protagonisti. Nel 2025 la produzione farmaceutica ha raggiunto 74 miliardi di euro, con 69 miliardi di esportazioni e oltre 4 miliardi di investimenti in ricerca e impianti. Gli addetti sono 72.200. ISTAT conferma il ruolo trainante del comparto: nel 2025 l’aumento dell’export farmaceutico di alcune delle principali regioni produttrici ha spiegato da solo 2,6 punti percentuali della crescita complessiva delle esportazioni italiane. (Farmindustria)

Il nuovo boom della medicina, dunque, è già iniziato. Ma per l’Italia la partita decisiva non si giocherà soltanto nei laboratori o nei bilanci delle aziende: si giocherà sulla capacità del SSN di portare l’innovazione dal laboratorio al paziente senza creare nuove disuguaglianze di accesso.

Fonti :
Eurostat, Overweight and obesity – BMI statistics; ISS-EpiCentro, sorveglianza PASSI 2023-2024; WHO Europe, Diabetes; AIFA, Guida ai farmaci GLP-1 e GIP/GLP-1, 2026; Commissione europea, Apply AI Strategy – Healthcare; EMA-FDA, principi sull’AI nello sviluppo dei medicinali; Eurostat, Industrial production 2024; EFPIA, The Pharmaceutical Industry in Figures 2025; Farmindustria, Indicatori farmaceutici 2026; ISTAT, Esportazioni delle Regioni italiane – IV trimestre 2025.