Dopo il Roland Garros 2026 la presa di coscienza: ai grandi tornei solo se è al top fisicamente

Quattro parole che spiegavano tutto: “Non sono un robot”. Sinner le pronunciò a mente fredda dopo il malessere che il 28 maggio lo costrinse alla sconfitta — dopo aver dominato i primi due set — contro Juan Manuel Cerundolo al secondo turno del Roland Garros, il torneo in cui si presentava da larghissimo favorito e al culmine di una serie di 30 vittorie di fila, con cinque Masters 1000 consecutivi in bacheca. La più antica legge dell’uomo: un fisico stressato e portato al limite, anche quello di un superatleta che cura ogni dettaglio della preparazione, può presentare il conto della fatica. Proprio l’episodio parigino, però, ha scolpito nel marmo le nuove priorità di Jannik: per allungare la carriera, si dovranno affrontare gli appuntamenti più faticosi nel pieno della condizione atletica. 

l’altro precedente—  

Vesciche, piccoli problemi muscolari, colpi di calore (a cui è particolarmente sensibile, anche a causa della carnagione chiara e dei capelli rossi): durante il suo percorso agonistico, l’attuale numero uno del mondo più volte ha dovuto fronteggiare magagne fisiche. Tuttavia, prima della pausa forzata di queste settimane che lo ha obbligato a cancellarsi dagli Us Open, solo in un’altra occasione un infortunio lo aveva tenuto lontano dai campi per più di qualche giorno: accadde nella primavera del 2024, quando Sinner si ritirò dal Masters 1000 di Madrid senza giocare la partita dei quarti contro Auger-Aliassime per un fastidio all’anca destra che era già emerso nei match precedenti. Era il 1° maggio, e la Volpe Rossa avrebbe ritrovato la racchetta solo quattro settimane dopo, il 27 maggio, al primo turno del Roland Garros: in mezzo, la dolorosa rinuncia agli Internazionali d’Italia. Le cronache raccontano che il primo ritiro di Jannik in conseguenza di un guaio fisico risale al torneo di Vienna dell’ottobre 2020, ottavi contro Rublev: vescica al piede destro e stop dopo tre game. Sempre le vesciche lo costrinsero a dare forfeit nel quinto game del quarto di finale di Miami contro Francisco Cerundolo nel 2022. Ma il punto sensibile del più forte giocatore del mondo restano fin qui le temperature estreme accompagnate da elevati tassi di umidità, cioè le condizioni in cui si è giocata la famigerata partita del Roland Garros contro l’altro Cerundolo. Preceduta ad agosto dell’anno scorso dal ritiro in finale contro Alcaraz nella canicola di Cincinnati (era pure debilitato da un virus) e poi a ottobre da un altro abbandono a partita in corso (cinque game del terzo set, match di terzo turno) contro Griekspoor nella sauna di Shanghai. Giramenti di testa e vomito gli costarono invece la sfida con Medvedev ai quarti di Wimbledon 2024. Altre volte, però, nonostante le oggettive difficoltà fisiche contingenti, Jannik ha superato le criticità e ha finito per vincere la partita e addirittura il torneo. È accaduto agli Australian Open del 2025 negli ottavi contro Rune, con i problemi di stomaco determinati dal gran caldo, poi risolti fino al successo in quattro set che gli ha dato la spinta per arrivare fino in fondo, e anche in semifinale a Roma quest’anno con tremori, nausea e fiato corto figli della stanchezza di un percorso fin lì serratissimo (27 partite in due mesi). Scampato il pericolo, si è preso la corona.