A Milanello il proprietario rossonero ha incontrato personalmente i due francesi, registrando entusiasmo. Il portoghese, invece, si è vista confermata la maglia numero 10, ma l’ipotesi più probabile resta la cessione in Turchia, Arabia o Premier
Amorim aveva già chiarito il caso delle vacanze prolungate, serviva però Gerry Cardinale, massima autorità del club, per eleggere Maignan e Rabiot nuovi-vecchi leader della squadra. La coppia dei francesi, titolari anche nell’ultima semifinale Mondiale, era stata un riferimento per il Milan dell’ultima stagione. Maignan il capo gruppo, come provato dalla fascia di capitano: a gennaio era arrivato anche il rinnovo del contratto, al termine di una trattativa lunga e faticosa. Una firma su cui aveva influito la presenza dell’ex allenatore Max Allegri, mentore pure di Rabiot. Per questo l’ultimo finale burrascoso aveva finito per travolgere anche loro, dati per partenti sull’onda dell’ennesima rivoluzione tecnica. Le vacanze prolungate di un paio di giorni avevano alimentato la tempesta, placata dalle parole di Amorim: “Rabiot e Maignan hanno avuto più giorni perché hanno giocato di più. Non cambierà niente. E per me è davvero importante dire che è stata una mia decisione, non dei giocatori. Avevano un programma completo e hanno seguito il programma, perché abbiamo le prove che lo hanno fatto”. Serviva però la spinta di Cardinale per riconsiderare i due pienamente dentro il progetto Milan, coinvolti, partecipi e soprattutto felici. Il proprietario rossonero ha varcato in auto i cancelli del centro sportivo ieri poco prima di mezzogiorno, per poi salutare solo dopo le 18. Un tempo che ha occupato con una serie di colloqui di gruppo e individuali, confermati quelli con Mike e Adrien. A loro il patron rossonero ha ribadito l’ambizione del nuovo corso (testimoniata nei fatti anche dagli investimenti sul mercato), la volontà di tornare davvero protagonisti attraverso una combinazione di risultati e bel gioco.
Risposte positive—
Anche le risposte avute sono state buone: a Cardinale è stata ribadita l’atmosfera positiva all’interno del gruppo e l’entusiasmo condiviso in vista dell’inizio della nuova stagione. Risposte che Gerry aspettava soprattutto dagli uomini chiave della squadra, da Gabbia, Pavlovic e Modric, ma soprattutto da Maignan e Rabiot, che alcune settimane fa erano descritti come scoraggiati e in cerca di nuove emozioni e invece oggi felici del ruolo di riferimenti del gruppo e calati nella realtà rossonera. Mike conserverà anche la fascia di capitano. Dalla giornata a Milanello Cardinale ha ricevuto positività, ed è stato insolito vederlo fermarsi e scendere dalla macchina per posare nelle foto con i tifosi fuori dal centro sportivo. Salutando ha detto: “Andiamo a vincere!” riferendosi alla prima stagionale in casa del Torino, dove Gerry sarà di nuovo presente al fianco del gruppo.
Un 10 ai margini—
Un gruppo che può ancora contare su Rafa Leao, anche se non è chiaro per quanto tempo ancora. Di certo Rafa non si è incontrato con Cardinale e non è considerato come uno degli uomini simbolo della squadra. Il fatto che gli sia stata confermata la 10 rossonera, mentre ad altri esuberi non è stato assegnato nemmeno un numero di maglia, significa che lo status di Leao è un po’ diverso. Non è fuori a tutti i costi, come gli altri, ma comunque in attesa di un’offerta dal mercato che entrambe le parti, club e giocatore, sperano arrivi al più presto. Le candidate sono il solito Galatasaray, a cui va sempre aggiunto il Fenerbahce in un derby di mercato turco. E poi anche possibili soluzioni in Arabia Saudita e in Premier, che però devono ancora trasformarsi in una proposta concreta al Milan. Cardinale si è invece intrattenuto con i giocatori ormai fuori dai pensieri rossoneri, senza però che nelle ultime ore siano emersi particolari sviluppi nelle trattative di cessione. Oggi Cardinale lascerà che Amorim, alla sua prima vigilia di campionato, sia l’unico padrone di Milanello. All’allenatore e alla squadra serve tutta la concentrazione necessaria in vista del debutto, con un unico focus riservato al campo. Gerry si ripresenterà come detto a Torino, altra testimonianza del nuovo corso: presenza costante e gestione del club portata avanti in prima persona.
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