Dall’Ifab in giù, indicazioni chiare: chi perde tempo verrà punito e il ricorso all’aiuto video sarà ampliato. Tutto nel nome dello spettacolo
Il calcio che scorre e la ripresa veloce del gioco. I furbetti che non devono fare più i furbetti. Gli stratagemmi da perdi-tempo che devono diventare preistoria. Le nuove regole piantano i paletti proprio su questi concetti: bisogna giocare a calcio, basta con tutti quei minuti buttati via. L’incipit è sostanzialmente tutto qui: e che il calcio d’oggi si adegui, perché vanno ridotti al minimo gli stop col fine di salvaguardare lo spettacolo. Serve un Bignami, allora. Aggiungendo due cose: la prima sul fuorigioco (la segnalazione non sarà sempre immediata) e la seconda inerente al giocatore che butta la palla fuori dal campo quando un altro è a terra.
fuorigioco—
Anzi, partiamo proprio da queste ultime due. Dice: col fuorigioco chiaro l’assistente sbandiererà subito? Alt: non è automatico il fatto che l’assistente non attenderà più per la segnalazione perché il segnale (dal Saot) di eventuale fuorigioco arriva solo quando il calciatore tocca il pallone. Se per esempio ci sarà il lancio lungo, si aspetterà il momento opportuno, facendo venire a mancare l’ipotizzata immediatezza. Tempi lunghi no, segnalazione subitanea non sempre, più rapida sì.
palla fuori—
E poi: nei giorni scorsi l’Ifab ha diramato un chiarimento circa l’uomo a terra. Uno: se un compagno di quel calciatore manda il pallone fuori dal terreno di gioco per interrompere la partita, il calciatore infortunato sarà obbligato a lasciare il campo per un minuto; due: se un avversario calcia il pallone fuori per interrompere la partita e il calciatore si alza immediatamente, l’arbitro può decidere che il giocatore infortunato non sia tenuto a lasciare il campo per un minuto per evitare che gli avversari giochino con un elemento in meno; oppure l’arbitro può imporre al calciatore infortunato di lasciare il campo se ritiene che lo stesso (o i compagni) abbiano deliberatamente voluto interrompere la gara in maniera non proprio corretta.
mano e conteggi—
E poi, eccoci alle regole più evidenti e discusse anche pochi giorni fa dal designatore Orsato e dal dt Messina con tutti i venti club di A. La mano davanti alla bocca non equivarrà ad automatico cartellino rosso: sull’eventualità di giallo valuterà l’arbitro nel caso in cui scorga un fare provocatorio. Poi, i conteggi vari. “Non faremo i cronometristi”, ha ricordato Orsato. Ma il countdown sì: 5” per rimesse laterali e rinvii dal fondo e se si supera il limite può scattare l’inversione della rimessa laterale o un calcio d’angolo per la squadra che attacca. L’infortunio: se un giocatore necessiterà di cure mediche, poi dovrà restare fuori dal campo 1’, fatto salvo per il portiere e quando quel fallo verrà punito col cartellino giallo o il rosso. E ancora: 10” per ogni sostituzione; se i cambi saranno multipli, l’ultimo conteggio partirà nell’attimo dell’esposizione del cartello per il cambio finale.
estensione Var—
L’estensione del Var è altra cosa nota. Sarà utilizzabile nel primo giallo quando c’è scambio di persona oppure in area per simulazione, si sa. Ma i due effetti più evidenti dovranno essere altri. Primo: la revoca di un secondo giallo errato (e quindi non per l’assegnazione). Poi, il Var potrà attivarsi per togliere un calcio d’angolo errato, in forma di silent-check veloce e rapido, quindi prima che quell’angolo venga battuto. Tutto questo non significa, come hanno ripetuto più volte Rosetti, Orsato e Messina, che i Vmo (Video Match Officials) debbano fare i ricercatori. Andranno rilevati e mostrati solo “i chiari ed evidenti” errori. Come disse proprio il numero uno degli arbitri Uefa: “È calcio e non Playstation”. Ma il gioco dovrà scorrere il più possibile e il tempo per giocare sarà sovrano: sembra Playstation, non lo è.
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