«Questa è la prima estate che passo senza tre delle mie migliori amiche, Ornella Vanoni, la psicoterapeuta Maria Rita Parsi e la collega, Laura Hoesch». Annamaria Bernardini de Pace, avvocato matrimonialista («Per carità, non scriva avvocata!»), tra le più note d’Italia, parla di assenze e ricordi con la franchezza che ne ha fatto un personaggio pubblico oltre che una protagonista delle aule giudiziarie. Milanese, classe 1948, ha costruito una carriera difendendo donne e uomini nelle separazioni più chiacchierate. «Non devo ringraziare un uomo, ho sempre dovuto faticare. E non ho mai chiesto soldi a mio marito, dopo il divorzio, perché ho il senso dell’indipendenza e della libertà. Poi l’ho fatto sempre per tutti gli altri, ma quello è il mio lavoro: è un altro cosa».
L’estate della sua vita?
«Era il 1963 a San Vincenzo, in provincia di Livorno. Ho dato il primo bacio in un night e poi lui è sparito. Si chiamava Renato Bisi, da 63 anni mi domando che fine abbia fatto. Facciamo un annuncio anche qui?»
Dicono che lei metta in soggezione gli uomini, lui fu il primo?
«Quelli intelligenti e spiritosi non hanno paura. Ho scritto il mio libro, Sentimenti e sentenze, per contrastare l’idea che si sono fatti di me: aggressiva, minacciosa e persecutrice. Ho tanti difetti ma cattiva, no».
È sicura?
«Queste voci le hanno forse messe in giro avvocati miei competitor. Dicono anche che sono la più cara. Nessuno si meraviglia dei costi delle escort ma, guarda caso, solo delle parcelle di donne avvocato o medico. Se scelgono me e non uno dei miei 250 mila colleghi, ci sarà un motivo. Nel lavoro ho solo un obiettivo: far avere una vita serena ai figli, malgrado i casini che hanno combinato i genitori. Ci passo le notti in bianco».
Anche ora che è in vacanza? Dove, a proposito?
«Passo tutte le estati ad Ameglia, nella zona delle Cinque terre, dove ora ho anche uno studio, perché mi tocca lavorare anche da lì. Se ho un problema per la testa, lo devo risolvere».
L’estate scorsa un po’ gliel’ha rovinata Fabrizio Corona con gli audio del suo ex genero, Raoul Bova?
«Raoul è stato bravissimo a non cedere alla trappola. Lo prendevano in giro per quella frase (“I tuoi occhi spaccanti”) detta alla ragazza con cui era stato. Bova fa il sentimentale? Che c’è di male, ci sono tanti che dopo una notte di sesso scappano via e se ne fregano».
E con Corona?
«L’ho denunciato perché ha usato l’IA per manipolare i miei audio. Certo, con la lentezza della magistratura… Sono stati veloci solo per Lavitola e Ranucci, che vuole fare il gran moralista ma poi si comporta in quel modo. E noi paghiamo la scorta a lui e altri, distraendo forze dell’ordine dal loro lavoro per fargli fare gli chauffeur a politici che non vogliono pagarsi l’autista».
Com’erano le vacanze con Ornella Vanoni?
«Nelle sue ultime estati veniva qui in Liguria, diceva che il panorama di casa mia era il più bello del mondo. Eravamo amiche da quando ebbe una forte depressione e non faceva più niente, veniva in studio a intrattenere i miei clienti».
Una presenza ingombrante sul lavoro?
«Eh sì! Io allora mi occupavo di contratti musicali, ed è da me che ha conosciuto Mario Lavezzi con cui dal 1994 ha iniziato una partnership che l’ha fatta rinascere».
I matrimoni si sfasciano più d’estate?
«In realtà il patatrac succede un attimo prima, perché quelli che hanno l’amante d’inverno vogliono passarci l’estate insieme e quindi io già da maggio-giugno lavoro come una pazza».
Le donne tradiscono di più?
«No, l’unica differenza è che gli uomini non ammettono di avere le corna, mentre le donne sono bravissime a cercare le prove dei tradimenti. Alcune di notte mettono il cellulare del marito davanti al viso di lui che dorme: con il riconoscimento facciale il telefono si accende e loro indagano. Le donne sono le più capaci, eppure continuano a fare le vittime, si vergognano se non sono in coppia. Ma trovatevi un amante, meglio non avere un uomo per casa più di tre ore»
E i figli?
«Spesso vedono sui social chi segue il papà o la mamma, chi mette i like e riferiscono, come piccoli investigatori».
Se una donna sorprende il marito in flagranza di tradimento?
«Suggerisco una foto o un video, così se lei è più ricca di lui, lo esclude dall’asse ereditario per addebito di responsabilità. Se invece lui è più ricco, è probabile che lei se lo tenga. Ma stia attenta, che ora le amanti non si accontentano della liquidazione, vogliono entrare dall’ingresso principale».
Ha visto l’Odissea, ha incontrato tante Penelope?
«Certo, sono le donne che aspettano il ritorno del marito, malgrado sia finito l’amore. Tessono la tela del futuro, che è l’eredità per loro e per i figli. Lo fanno per interesse, ma le capisco e non le giudico».
Quali sono le differenze nei divorzi, fra Roma e Milano?
«Nel mio studio romano il lavoro è in aumento, credo che lì ci si separi di più perché c’è maggior sincerità nella coppia. I romani sono anche più generosi con l’ex coniuge, però a Milano sono un po’ più legati all’educazione dei figli».
In questa estate di femminicidi, cosa pensa di Vannacci, che non ama il termine?
«Ha ragione lui, anche se è un maschilista fascista. Un omicidio è un omicidio. Allora parliamo anche di maschicidi, che si vedono di meno solo perché un sacco di uomini muoiono in modo più silenzioso, magari di crepacuore, dopo violenze psicologiche domestiche che sono espressione della manipolazione della femmina».
Dice sempre che il sesso è il collante della coppia, per lei è ancora importante?
«Perché ancora, mi vede così vecchia? Certo che è importante, è l’unico tipo di ginnastica che ho il tempo di fare».
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