Il principe Harry e Meghan riusciranno a riconquistare gli inglesi?

Nonostante la profonda frattura con la famiglia reale, Harry ha più volte espresso il desiderio di tornare a vivere, almeno in parte, nel Paese d’origine e di permettere ai figli di conoscere più da vicino la cultura e la vita britanniche.

Il rapporto con il padre sembra essersi lentamente ricomposto, mentre resta profondamente compromesso quello con il principe William. La partita più difficile potrebbe però essere anche quella con l’opinione pubblica britannica. Harry ha continuato a tornare nel Regno Unito per alcuni impegni legati alle sue associazioni e, in occasione delle sue visite più recenti, l’accoglienza è stata considerata relativamente positiva. Meghan, invece, non è più tornata nel Paese dal funerale della regina Elisabetta II, nel settembre 2022. Ora i due dovranno capire quale sarà la reazione degli inglesi a un ritorno che, almeno per il momento, divide l’opinione pubblica.

Un recente sondaggio di YouGov ha fotografato un Paese tutt’altro che entusiasta: il 21 per cento degli intervistati si è detto favorevole al trasferimento dei Sussex, mentre il 33 per cento si è dichiarato contrario. Il dato più significativo è però quello degli indecisi: il 45 per cento non aveva ancora un’opinione precisa. La distanza generazionale è marcata: tra gli over 65, il 47 per cento ritiene che Harry e Meghan non dovrebbero tornare, mentre tra i giovani tra i 18 e i 24 anni la percentuale scende al 24 per cento.

Intanto, è notizia recente, il principe Harry ha una settimana di tempo per versare la prima quota di 9,5 milioni di sterline di spese legali dopo la sconfitta nella causa intentata contro Associated Newspapers, l’editore del Daily Mail, per presunte violazioni della privacy.

Il duca di Sussex e gli altri ricorrenti, tra cui Sir Elton John ed Elizabeth Hurley, potrebbero dover pagare complessivamente fino a 34,4 milioni di sterline. La decisione è arrivata venerdì 21 agosto, quando il giudice Nicklin ha stabilito che le spese dovranno essere calcolate su una «base indennitaria», cioè secondo un criterio più severo rispetto alla normale valutazione dei costi. Il giudice ha inoltre ordinato un pagamento iniziale di 9.544.355 sterline entro il 28 agosto, senza fissare un tetto massimo per l’ammontare complessivo delle spese.