TARANTO – Quasi 1 milione di telespettatori di media e punte superiori al milione per la Cerimonia di Apertura dei XX Giochi del Mediterraneo, trasmessa venerdì in prima serata su Rai 2 direttamente dallo Stadio Erasmo Iacovone di Taranto.
Lo spettacolo inaugurale, seguito all’interno dell’impianto da un pubblico che ha fatto registrare il tutto esaurito, ha ottenuto in televisione una media di 973mila spettatori e uno share complessivo del 7,1%, risultando il programma più visto su Rai 2 nell’intera giornata.
La cerimonia ha costruito il proprio racconto intorno alla storia e all’identità di Taranto e del Mediterraneo, partendo da una delle figure simboliche più importanti del patrimonio archeologico cittadino, l’Atleta di Taranto.
Il suo sarcofago fu rinvenuto nel 1959 durante alcuni scavi in via Cortina. I vasi trovati accanto alla sepoltura, considerati premi conquistati durante competizioni sportive, hanno consentito di riconoscere il particolare valore atletico dell’uomo. Gli studi successivi hanno stabilito anche che era alto circa 1,70 metri, una statura rilevante per l’epoca.
La figura dell’Atleta di Taranto è oggi custodita nella memoria archeologica della città e rappresenta uno dei riferimenti del MArTA, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, che in occasione dei Giochi ospita anche la mostra L’Arte della Vittoria.
La direzione artistica e la regia dello spettacolo sono state affidate ad Angelo Bonello, artista multidisciplinare con oltre 30 anni di attività e progetti realizzati nei 5 continenti. Nel corso della sua carriera ha lavorato in città come Londra, Toronto, Washington, Riyad e Singapore. Dal 2014 è direttore artistico di programmi televisivi come Italia’s Got Talent e The Voice e nel 2026 ha firmato regia e direzione artistica della Cerimonia di Chiusura delle Paralimpiadi di Milano Cortina.
Creative director dell’evento è stato Francesco Paolo Conticello, CEO e chairman di G2 Eventi, con oltre 30 anni di esperienza nei settori del marketing, della comunicazione e della creatività. La sua carriera è iniziata come coordinatore del fundraising per il WWF. Oggi insegna Comunicazione e Produzione di eventi allo IED di Roma e dal 2017 ricopre in Casta Diva l’incarico di responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne.
Il filo conduttore della cerimonia è stato racchiuso nel tema Il mito diventa futuro, sviluppato attraverso i concetti di memoria, connessione e futuro. Al centro dello spettacolo, la trasformazione dell’identità mediterranea, rappresentata come passaggio dalla dimensione del mito alla contemporaneità.
Protagonista simbolico del racconto è stato un bambino della Taranto di oggi, immagine dei giovani cittadini del Mediterraneo, accompagnato in un viaggio attraverso gli elementi che richiamano le radici storiche e culturali del territorio.
Nel percorso narrativo sono comparsi l’anfora, l’atleta antico, la tregua sacra e il delfino di Taras, utilizzati per raccontare il legame tra passato e futuro e per affidare allo sport il ruolo di linguaggio capace di unire popoli differenti.
Un altro elemento centrale è stato l’acqua, indicata come matrice del Mediterraneo e come forza capace di collegare le diverse sponde, trasportare culture e intrecciare le storie dei popoli. Attraverso questo simbolo è stata raccontata anche Taranto come antico crocevia di civiltà e città chiamata oggi a rappresentare rinascita e rinnovamento.
Tre i principali assi narrativi scelti per la rappresentazione: il passato inteso come memoria che torna a vivere, il Mediterraneo come luogo di connessione e di pace e il futuro come possibilità di trasformare l’eredità ricevuta in una nuova prospettiva.
Una costruzione scenica che ha affidato ai valori dello sport, del dialogo, del rispetto e della convivenza tra i popoli il messaggio conclusivo della cerimonia inaugurale, portando Taranto e la sua storia davanti al pubblico dello Iacovone e a quello televisivo.
Le foto sono a firma di Massimiliano Tuveri, Raniero Corbelletti & Elia Battistini