Anche l’Irlanda si aggiunge ai Paesi che intendono rimandare i migranti in Italia in quanto Paese di primo approdo. L’Irlanda è il settimo Stato – dopo Germania, Svizzera, Austria, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi – che adotterà tale politica rispetto ai cosiddetti “dublinanti“, i migranti in attesa di asilo che si trovano in un Paese europeo diverso da quello d’ingresso.

La notizia è stata riportata prima dai media locali. “L’Irlanda continua a conformarsi e a elaborare tutte le notifiche, le richieste e i trasferimenti verso tutti gli Stati membri, inclusa l’Italia, ai sensi dell’Ammr o del precedente Regolamento Dublino III, a seconda dei casi”, ha poi fatto sapere un portavoce del ministero degli Interni e della Migrazione irlandese. E ha aggiunto: “Il Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione (Ammr) ha sostituito il Regolamento Dublino III a partire dal 12 giugno 2026 per i richiedenti asilo che hanno presentato domanda a partire da tale data. L’Ammr prevede, tra l’altro, criteri semplificati e tempi ridotti per la determinazione dello Stato membro competente a esaminare una domanda”. “L’Irlanda, insieme agli altri Stati membri – ha concluso il portavoce – sostiene il principio secondo cui il primo Paese dell’Ue in cui un richiedente asilo entra (o viene ammesso tramite il sistema Eurodac) è responsabile della sua domanda di asilo”. 

 

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