La causa intentata dal Dipartimento di Giustizia nel 2024 sotto Biden e portata avanti da Trump si chiude con un maxi-risarcimento. L’accusa era di aver raccolto informazioni sugli under 13 senza il consenso dei genitori
TikTok e ByteDance, l’azienda cinese proprietaria della piattaforma video, patteggiano con il Dipartimento di Giustizia americano per risolvere le accuse di violazione delle leggi che tutelano la privacy di minori online. Le parti hanno accettato di pagare 400 milioni di dollari, in quella che il Dipartimento considera un’importante vittoria per i bambini e i genitori americani. Così il vice procuratore Woodward: «La priorità del dipartimento è garantire che i bambini siano protetti online e che le aziende a cui vengono affidate le loro informazioni personali rispettino i propri obblighi legali. Questa soluzione garantisce un significativo risarcimento economico e rafforza le tutele che le famiglie si aspettano e meritano».
La causa, relativa al rispetto della normativa sulla privacy dei minori, era stata avviata dall’amministrazione Biden nel 2024. In base ai termini dell’accordo, TikTok e ByteDance verseranno 300 milioni di dollari immediatamente e altri 100 milioni di dollari «al momento dell’emanazione di un’ordinanza che annulli un precedente decreto di consenso emesso nei confronti dell’app precedente, Musically». La causa era stata portata avanti da Trump, insieme ai ripetuti rimandi decisi dal presidente in favore della popolare app. Con l’esito che ha portato all’inizio di quest’anno ByteDance a cedere una quota di maggioranza della sua filiale statunitense per evitare il divieto imposto dall’amministrazione.
Si tratta di «uno dei maggiori recuperi mai ottenuti» in un caso relativo al Children’s Online Privacy Protection Act (Coppa). L’Act di fatto vieta ai siti web di raccogliere informazioni personali di bambini di età inferiore a 13 anni senza il consenso dei genitori. Nel 2024, il Dipartimento di Giustizia e la Commissione Federale per il Commercio hanno intentato la causa congiunta, sostenendo che l’azienda aveva messo a repentaglio la sicurezza di milioni di bambini raccogliendo i loro dati personali. Anche se iscritti tramite la “Modalità bambini”. Prosegue il Dipartimento: da quando la causa è stata avviata, «TikTok ha subito cambiamenti significativi nella proprietà, nella gestione, nelle funzioni di conformità e nelle pratiche relative alla privacy».
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22 agosto 2026 ( modifica il 22 agosto 2026 | 14:46)
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