di
Marta Blumi Tripodi

Il cantautore di Ancona e il nuovo disco «In tasca»: «Avevo bisogno di crescere, come persona e artista»

Nel 2021 un cantautore ventenne di Ancona, Edoardo Spinsante — più conosciuto come Baltimora — vinceva meritatamente la quindicesima edizione di «X Factor» grazie alla sua scrittura poetica ed evocativa, alle sonorità contemporanee e all’interpretazione struggente.

Dopo l’uscita dell’EP «Marecittà» nel 2022
, però, se ne erano perse le tracce; almeno fino al 29 maggio scorso, quando ha pubblicato il suo album di debutto «In tasca».

«Prima di “X Factor” facevo il produttore», racconta. «Quando ho iniziato a lavorare alle mie canzoni, ho tentato la via di un talent per sondare il terreno e farmi un po’ promozione con le audizioni in tv. Non mi aspettavo di essere preso, tantomeno di vincere». Una volta alzato il trofeo, capisce che sogni e realtà spesso non coincidono.



















































«Non avevo ancora l’esperienza e la preparazione per lanciarmi in una carriera solista: avevo bisogno di crescere, come persona e come artista» spiega. Così torna dietro le quinte, si trasferisce a Milano e sceglie di lavorare come autore di canzoni per altri (ironia della sorte, spesso gli chiedono di scriverle per i concorrenti di altri talent). «Un periodo difficile ma prezioso, perché mi ha fatto capire soprattutto ciò che non volevo fare» sorride ora ripensandoci.

Oggi Baltimora è ripartito dalle origini: è tornato a vivere ad Ancona, dove è nato «In tasca», il disco d’esordio maturo e curatissimo di chi ha saputo prendersi il suo tempo nonostante i ritmi serrati della discografia.
«In passato ho accusato molto la fretta, ma saper aspettare ti permette di vivere meglio» riflette. Colpisce il dualismo del progetto.

Da una parte l’intimità e la quotidianità dei testi, richiamate anche dalla pista di macchinine che compare in copertina e nel video del singolo «Dove andare» («Con questo disco volevo tornare bambino, dopo essermi sentito forzato a diventare grande»); dall’altra le produzioni di respiro internazionale, che ricordano quelle di Bon Iver e Kanye West («Come per tutti i ragazzi di provincia, esplorare mondi musicali lontani dal mio è sempre stato un modo per evadere»).

Il tour estivo gli sta regalando ulteriori conferme: «Per me è tutto nuovo» dice. «Vedere che c’è chi canta a memoria le mie canzoni è quasi surreale, spero di non abituarmici mai».

E nel frattempo sta già pensando alle prossime.
«Stavolta tornerò presto in studio: sento di aver sbloccato un nuovo capitolo della mia vita, e non vedo l’ora di scriverne».

22 agosto 2026