Voci dalla Spagna prive di fondamento, l’attaccante argentino è ritenuto incedibile dalla società nerazzurra che non è intenzionata a farlo partire
“Lautaro? Il mercato è sempre così: escono notizie, si parla di giocatori… Oggi il Toro è il nostro capitano e ce lo teniamo stretto: rappresenta tutto ciò che siamo stati e che dobbiamo essere. Io non temo nulla, è qui e credo rimarrà a lungo. Il mercato è sempre bastardo, ma noi lo vogliamo con noi”. Le dichiarazioni di Christian Chivu alla vigilia della sfida contro il Monza hanno fatto il giro d’Italia in poco più di 24 ore, spaventando migliaia di tifosi. Ma cosa c’è di vero nelle parole del tecnico nerazzurro? La minaccia Barcellona è concreta? La risposta è semplice: no.
Il Toro al sicuro—
Anche se le voci dalla Spagna si fanno insistenti, l’ipotesi di una trattativa tra i blaugrana e l’Inter resta una mera fantasia, non c’è stato alcun contatto tra i due club. Il motivo è semplice: i nerazzurri lo reputano incedibile, soprattutto a dieci giorni dalla chiusura della sessione estiva. Inoltre, il valore del Toro si attesta intorno ai 100 milioni di euro: una cifra superiore a quella che il club catalano ha appena speso per Rodri (76 milioni) e difficilmente raggiungibile senza cessioni pesanti. Il club di Joan Laporta, peraltro, sta trattando Oyarzabal della Real Sociedad, la cui clausola rescissoria da 75 milioni — ben più bassa rispetto alla valutazione dell’argentino — viene già ritenuta eccessiva.
le parole di chivu—
Perché allora Christian Chivu ha fatto quell’uscita se il rischio non esiste? La risposta del tecnico è stato un modo sia per ribadire la volontà di trattenere il proprio simbolo, sia per togliersi qualche sassolino sulla gestione delle trattative nel calcio moderno. Non è la prima volta che l’allenatore usa questo tono. Già l’anno scorso, a margine di una sessione invernale conclusa senza acquisti nel momento di massima difficoltà della squadra, aveva pronunciato dichiarazioni simili: “La società ha provato a fare fino alla fine quello che avevamo richiesto, ma il mercato è bastardo e non sempre si riesce”. In quel caso la delusione era legata al mancato arrivo di un sostituto per l’infortunato Dumfries. Oggi ci si trova di fronte a semplici indiscrezioni prive di offerte concrete, sufficienti però a infastidire ambiente, tecnico e giocatore.
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