Il vero banco di prova sarà il Natale secondo l’esperto reale. Tutti insieme a Sandringham?
Il primo grande banco di prova potrebbe essere già il prossimo Natale. Se Harry, Meghan e i loro due figli vivranno stabilmente in Gran Bretagna e Archie e Lilibet frequenteranno una scuola britannica, la tradizionale passeggiata della famiglia reale verso la chiesa di St. Mary Magdalene a Sandringham assumerà un significato completamente diverso.
Invitare Harry significherebbe dare l’impressione che gli ultimi sei anni siano stati superati. Non invitarlo, al contrario, potrebbe alimentare l’immagine di una famiglia ancora profondamente divisa. William e Kate vorranno davvero farsi fotografare mentre camminano fianco a fianco con i cognati? Il precedente più evidente è quello del 10 settembre 2022, quando William e Harry uscirono insieme dal Castello di Windsor con Kate e Meghan, quattro giorni dopo la morte della regina Elisabetta. Fu una delle immagini più potenti di quella fase del lutto nazionale: i due fratelli, insieme, davanti alla folla.
Ma secondo una fonte vicina a Catherine citata da Robert Jobson, per la principessa del Galles quella passeggiata fu «la cosa più difficile che abbia mai dovuto fare». Se quella passeggiata fu così dolorosa allora, sostiene Jobson, è difficile immaginare che la tradizionale uscita natalizia possa essere considerata oggi un gesto semplice o naturale. Per ricostruire una relazione, infatti, devono volerlo entrambe le parti. E Jobson lascia intendere di non essere convinto che questa volontà sia condivisa.
È proprio per questo che Jobson chiede al Palazzo di chiarire pubblicamente le regole. Non attraverso indiscrezioni o «consigli sussurrati», ma con una posizione ufficiale. Secondo Jobson, prima che Archie e Lilibet entrino nelle loro nuove scuole e prima che Harry possa eventualmente ricomparire accanto alla famiglia reale in pubblico, dovrebbe arrivare qualcosa di molto più personale. Le scuse. Harry dovrebbe, secondo l’esperto, chiedere perdono pubblicamente al padre, al fratello e al popolo britannico per le ferite provocate dalle sue dichiarazioni. Una prospettiva che lo stesso Jobson considera poco probabile, considerando la storia recente e la scarsa propensione di Harry a un’ammissione pubblica di responsabilità. La riconciliazione non può essere organizzata a tavolino. E soprattutto, sottolinea Robert Jobson, non può essere costruita soltanto dalla monarchia: deve essere voluta da chi, negli ultimi sei anni, ha contribuito a rendere quella frattura così profonda.