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Marco Cremonesi, inviato a Pinzolo (Trento)
Il ministro dei Trasporti alla festa della Lega del Trentino a Pinzolo: «Pronto a coinvolgere, no a chi disfa»
La tensione in Lega non si scioglie. La piazza di Pinzolo in cui parla Matteo Salvini è strapiena, il segretario leghista e i suoi sono di ottimo umore e la «fuffa di cui scrivono i giornali» sembra lontana. Lui il segretario sembra dispostissimo ad ascoltare tutti: la mia «intenzione è quella di unire, costruire e coinvolgere tutti quelli che danno valore aggiunto, senza escludere nessuno». E dice di essere «disponibile a condividere le mie responsabilità e a rafforzare la squadra, a coinvolgere governatori, ministri, sindaci. La Lega ha ministri, governatori, amministratori. Se tutti lavorano tanto e chiacchierano poco è un bene per la Lega e per l’Italia».
E le critiche che partono da esponenti di primo piano del partito? «Chiedete a chi critica. Io occupo le mie giornate con impegno e con ascolto». Salvini potrebbe sembrare ecumenico. Ma attenzione: «Gli unici che si auto escludono — aggiunge — sono quelli che invece di fare, disfano…».
Gli uomini a lui vicini sono pressoché unanimi nell’interpretare la frase del segretario: «Quelli che disfano — spiegano come un sol uomo — sono Attilio Fontana e Massimiliano Romeo». E cioé, il presidente lombardo e il capogruppo al Senato che tra interviste, libri e interventi sul palco della Versiliana rappresentano i frontman dell’attacco che parte dal cuore della Lega. Quelli che hanno chiesto un incontro al segretario che dovrebbe essere fissato a partire da mercoledì prossimo.
C’è un problema di linea politica, troppo sovranista e poco sindacato del territorio? «Qualcuno pensa che dobbiamo occuparci solo di Milano e della Lombardia? Assolutamente no. Il problema è a Bruxelles dove ci stanno espropriando del diritto al lavoro, della salute e del futuro dei nostri figli. Autonomisti in Italia, sovranisti nei confronti di un’Europa che se fosse per qualcuno, ci avrebbe già portato in guerra». Parla anche del presidente francese Macron: «Mi auguro che a parlare di pace e a costruire la pace non sia più il signor Macron ma sia l’amica Marine Le Pen. Avremmo qualche problema in meno».
La Lega ha pubblicato un meme in cui i leader del centrosinistra sono a una riunione dei «wokisti anonimi»: «Mi chiamo Giuseppe Conte e non sono più woke da due giorni», dice in un fumetto il leader stellato. Se il 2027 sarà l’anno della battaglia contro la sinistra, dice Salvini, «noi non abbiamo paura di niente e di nessuno. Con questa sinistra siamo condannati a vincere per i prossimi dieci anni: mi piacerebbe che in tutta Italia vedessero qui le presunte divisioni della Lega. Ma se governiamo bene non ho paura di Schlein, di Conte e delle due Salis».
Significa che per Salvini l’assetto dell’attuale centrodestra non ha bisogno di aggiornamenti: «Possiamo rivincere con questa formazione anche l’anno prossimo. Carlo Calenda la pensa al contrario di noi su tutto. Non sono disposto a tirar dentro tutti pur di prendere un voto in più». Il che vale anche per Futuro nazionale: «Vannacci ogni settimana attacca il governo, dice che al governo ci sono dei cretini. Di fronte al Piano casa i suoi parlamentari hanno votato contro. Idem sulle tasse, sulla sicurezza, sulla politica estera. Io non sono permaloso, ma deve decidere lui se vuole stare all’opposizione con Conte e Schlein o se dare una mano al centrodestra».
E torna la spinta sulle pensioni: «Vogliamo lasciare la possibilità di scegliere di andare in pensione tre anni prima del previsto rispetto a quello che prevede la legge Fornero. E vogliamo portare la soglia del forfettario (flat tax) da 85.000 a 100.000 euro, ma l’Europa non lo permette. Chiederemo agli alleati un atto di coraggio».
22 agosto 2026 ( modifica il 22 agosto 2026 | 21:44)
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