Gentile Redazione… Buongiorno, sono un ciclista da una vita ( ho 63 anni) sono di Sanremo e purtroppo noi qui in Liguria abbiamo delle strade strette e tortuose , fortunatamente è stata fatta ormai da anni, la pista ciclabile sulla costa che ci permette (a noi ciclisti ) di stare in sicurezza per molti km prima di girare su per le valli . Rispondo a la lettera del motociclista, non dandogli torto su quello che ha detto, ed è stato piuttosto leggero perché molti e specialmente i giovani, vanno in gregge come le pecore , non mettendosi in fila indiana e mettendo a repentaglio la propria vita e quella degli altri. Posso dire che sono stato giovane anch’io e andare in gruppo come nelle gare è più bello perché si può parlare e li capisco ma, non e’ più possibile al giorno d’oggi, ci sono troppi pericoli. Posso dire che comunque,  parlo per me e altri che si comportano bene, il pericolo c’è lo stesso e anche prendendo tutte le misure necessarie,  come diceva il motociclista corretto che altri automobilisti e motociclisti , camionisti ,non sono così corretti, sfiorandoti e ancora insultandoti. A questo punto direi che la strada è di tutti e tutti si dovrebbero comportare bene, ma così sarebbe troppo bello. Un saluto a tutti e al motociclista.
Adriano Vittani

Gentile Direttore, sono un vecchio motociclista, la prima moto l’ ho comprata nel 1972 allora nelle strade incontravi una macchina, un camion,e una vecchietta in bicicletta,questo in un’ora . Adesso il traffico è enorme i camion e le macchine tagliano le curve, i ciclisti girano appaiati, quando sono in gruppo di 20/30 persone sorpassare diventa un’ impresa, pensi per una macchina. Inoltre non rispettano i semafori e gli stop. Con questo i motociclisti giovani vanno come dei pazzi. Forse ci vorrebbe più controllo da parte degli addetti. Grazie, cordiali saluti
Doriano 

Gentile Redazione… Ho appena letto la pacata lettere di quel motociclista anziano che chiede ai ciclisti di essere più visibili e… meno ciarloni mentre pedalano.

Bene.. anch’io sono un motociclista anziano (ahimè).. e condivido pienamente quanto detto dal mio “collega su 2 ruote a motore”.

Vorrei però aggiungere che la disattenzione nella guida è forse la causa primaria negli incidenti stradali..

Evitiamo quindi di parlare tra noi usando stiamo pedalando e procedere in formazione “gregge di pecore”.

Ma altrettanto evitiamo di procedere rimirando bei paesaggi quando abbiamo la manopola del gas in mano..

L’attenzione alla strada non è mai troppa.

Paolo

Gentile Redazione… Volevo avvisare il garbato motociclista che lo specchietto retrovisore e una cosa obsoleta ormai i ciclisti hanno un radar che li avvisa quando arrivano dei veicoli
Betto

Come immaginavo, la lettera pubblicata ieri ha suscitato l’interesse di molti motociclisti. Purtroppo chi si comporta male si fa notare di più di chi è ligio alle regole e attento.

Le lettere arrivate, però, mostrano anche un punto condiviso: sulla strada il rispetto deve essere reciproco. Ciclisti, motociclisti e automobilisti hanno responsabilità diverse, ma nessuno può considerarsi esente dalle regole e dall’attenzione verso gli altri.

la foto di apertura è stata scattata durante un evento sportivo con strade chiuse