«Ho una nipotina di un anno e stare con lei mi ha riacceso la speranza di vivere il presente pensando anche al futuro degli altri. Ma ho capito anche che non è necessario che un bambino sia tuo per provare responsabilità e amore», ha spiegato Maria Chiara Giannetta, maggiore di quattro figli: è stato questo a influenzare il suo modo di immaginare il futuro?

«Lucidamente direi di no, ma inconsciamente credo di sì. Più che un vero desiderio, era l’aspettativa che la vita funzionasse così: famiglia, figli. Poi ne ho parlato con i miei e loro mi hanno risposto: “Ma chi te l’ha chiesto? Devi fare quello che vuoi”. A volte, costruiamo da soli delle aspettative pensando che arrivino dall’esterno. E, prima, quando dicevo che i figli potevano aspettare o che non sapevo se li volevo, mi sentivo giudicata, ora il giudizio non lo percepisco più: se c’è, non lo sento, non mi interessa. È un salto che sento in tante mie coetanee. Non è mai successo che un’amica con figli si permettesse di dire: non sai che ti perdi. C’è molto rispetto per le scelte altrui. “Rispetto” è una parola che ci appartiene molto: siamo una generazione maledetta che sta nel mezzo di una rottura e non ha ancora tutti gli strumenti per abbattere gli schemi».

Maria Chiara Giannetta

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Le urgenze, oggi, per Maria Chiara Giannetta sono altre: «Mi interrogo soprattutto sul modo in cui viviamo: l’iperproduttività, la necessità di essere sempre in performance, l’iperinformazione e questa falsa sensazione di essere liberi di poter fare tutto. In realtà, quando non ci sono più limiti, ci si perde nei meandri delle possibilità e non ci fermiamo mai. Ma se non ti fermi, non contempli e non riesci neppure a farti delle domande. Invece io cerco di fermarmi, leggo tanta psicologia e filosofia. E provo a spegnere le informazioni e questo cavolo di cellulare».

Infatti, ha aggiunto: «Avevo sviluppato un rapporto tossico con Instagram: appena mi annoiavo lo aprivo e subito mi accorgevo che era passata un’ora e mezza. Da bambine, ci annoiavamo moltissimo e proprio per questo inventavamo e creavamo. Per interrompere il meccanismo, ho cancellato il profilo».