di
Carlotta Lombardo
Un aumento anomalo delle temperature nel Pacifico superiore ai 2 °C potrebbe innescare siccità estreme, incendi e alluvioni. «Piogge fino a +90% a dicembre»
El Niño si rafforza e sarà probabilmente il più intenso a memoria d’uomo. Sommato agli effetti del cambiamento climatico di origine antropica, è «molto probabile» che il 2027 sarà l’anno più caldo mai registrato a livello globale.
A lanciare l’allarme è il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito (Met Office): «Dobbiamo essere chiari sul fatto che si tratta di un evento senza precedenti – ha detto Adam Scaife, responsabile delle previsioni a lungo termine del Met Office – non ho mai visto un segnale di El Niño così intenso nelle nostre previsioni».
Le attuali misurazioni degli scienziati in un’area precisa del Pacifico, dove si origina El Niño, mostrano infatti temperature superficiali del mare ben oltre 2°C al di sopra della norma. E il Niño viene dichiarato tale quando queste sono di 0,5 °C o più alte rispetto alla media a lungo termine. Non solo. Perchè le ultime previsioni del Met Office indicano che, man mano che El Niño si avvicina al suo picco, questo riscaldamento potrebbe superare i 3°C entro la fine dell’anno. Forse, secondo altri gruppi di esperti del clima, addirittura i 4°C. Sarebbe un evento senza precedenti, stando ai dati che risalgono al 1950, e probabilmente il più intenso dal XIX secolo.
Le temperature molto elevate nelle profondità oceaniche – 8°C circa al di sopra della norma a una profondità di 100 metri in alcune zone – potrebbero contribuire ad alimentare El Niño, fornendo di fatto un serbatoio di acqua calda a rafforzare il fenomeno. «Abbiamo ancora molti mesi a disposizione prima che questo evento si sviluppi completamente, ed è uno dei motivi per cui siamo sempre più certi che si tratterà di un evento da record», ha detto Zeke Hausfather, climatologo del gruppo di ricerca statunitense Berkeley Earth.
Siccità e alluvioni: gli effetti devastanti del «bambino»
El Niño. Il Bambino. Dagli effetti devastanti sul meteo di una parte considerevole del Pianeta, a macchia di leopardo e in modo differente: ad alcuni porta piogge torrenziali, ad altri calura e siccità. Lo chiamarono così i pescatori della costa ovest del Sud America, sul Pacifico, che nel ‘600 notarono un periodico riscaldamento delle acque, con una diminuzione dei pesci. Il picco del fenomeno arrivava in genere attorno a Natale e così fu chiamato «El niño de Navidad», il bambino di Natale.
Il fenomeno si ripete ogni due-sette anni e dura circa un anno. Gli alisei, che in genere soffiano da est a ovest attraverso l’Oceano Pacifico, possono indebolirsi o addirittura invertirsi, consentendo alle acque calde di diffondersi verso est. Il calore viene rilasciato dall’oceano nell’atmosfera, innalzando le temperature globali e modificando i modelli delle precipitazioni.
Tra ottobre e dicembre El Niño potrebbe raggiungere un’intensità molto elevata, con una probabilità dell’81%, mentre, secondo il rapporto dedicato ai mercati agroalimentari di Stati Uniti e Canada «North American Agribusiness Review Q3 2026», la probabilità che il fenomeno persista fino all’inizio della primavera 2027 sale al 97%. Gli effetti sui raccolti nordamericani potrebbero essere drammatici. Negli Stati Uniti il caldo e la siccità di luglio hanno già ridotto dal 67% al 61% la quota di mais classificata in condizioni buone o eccellenti, mentre la soia si è attestata al 62%.
Secondo le proiezioni della Borsa merci di Rosario (Bcr), in Argentina il possibile «super El Niño» potrebbe invece aumentare le precipitazioni del 30% a ottobre, del 70% a novembre e fino al 90% a dicembre. E dopo diverse stagioni caratterizzate dalla scarsità d’acqua, con le maggiori piogge in arrivo gli agricoltori saranno costretti a modificare le strategie di semina e gestione delle colturesta. «Dobbiamo agire e prepararci. È giunto il momento», è il messaggio raccolto dalle indagini nelle principali aree agricole. Per gli esperti, sarebbe la prima volta in 20 anni che vengono adottate così tante misure preventive in vista di un Niño.
22 agosto 2026 ( modifica il 22 agosto 2026 | 14:48)
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