Il numero uno rossonero ha rivoluzionato anche il modo di porsi con i giocatori che non rientrano nel progetto. Tomori, Fofana, Nkunku e Gimenez sono a Milanello ma fuori dal Milan: i motivi
Raccontava spesso Adriano Galliani che dal Milan non se ne vuole mai andare nessuno (sottinteso: nemmeno quando è a fine corsa). Perché a Milanello si sta parecchio bene, e a Milano altrettanto. Pur con le debite eccezioni come Leao, forse è anche su queste basi – dati di fatto incontrovertibili – che il club rossonero ha deciso di rendere un po’ più complicata la vita dei giocatori collocati al di fuori del progetto sportivo. In effetti, la “lista degli epurati” fatta abbondantemente filtrare nelle scorse settimane è un modo di gestire la situazione piuttosto drastico e inconsueto in un mondo del pallone dove retorica, finto buonismo e cortine fumogene sono merci molto utilizzate. Evviva la schiettezza verrebbe da dire, sebbene la trasparenza si porti dietro anche dinamiche legate all’aspetto finanziario: raccontare al mondo che un dato giocatore non è ritenuto funzionale ed è sul mercato, non agevola ovviamente il potere contrattuale del club in fase di trattativa.
gestione—
Gerry Cardinale però è andato oltre queste riflessioni, perché l’estate 2026 per lui è e resterà quella di una personalissima svolta nella gestione del club. Maneggiato non più oltreoceano, attraverso il management, bensì in prima persona, prendendo decisioni dirette sui macrotemi così come sulle questioni più spicciole. È una svolta che il numero uno di RedBird rivendica con orgoglio, perfettamente consapevole di quanto la gestione distaccata degli anni precedenti sia stata una modalità errata. E così, non per caso, questi mesi estivi sono stati sinonimo di reset. Di epurazioni. Prima lo ha fatto lui, giubilando dirigenza e allenatore. Poi lo ha fatto il nuovo tecnico, ovviamente col semaforo verde della proprietà, piazzando una bella X rossa su alcuni giocatori. X Factor a Milanello.
nessun equivoco—
Lo scopo è togliere alibi e parlare chiaro, a tutti. Dai calciatori agli agenti che li rappresentano. Niente terre di mezzo, nessuna possibilità di equivoco, nessun limbo. Chi è ritenuto fuori, deve svuotare l’armadietto. Se così non fosse, il rischio di trascorrere una stagione di sofferenza è evidente. Per esempio rimanendo fuori dalla lista Uefa. E così, oltre ad aver reso noti i nomi degli epurati, ormai da diversi giorni i diretti interessati non si allenano assieme a un gruppo che già senza di loro raggiunge i 30 elementi. Svolgono sedute differenziate, pur usufruendo totalmente delle strutture rossonere: Milanello è del tutto a loro disposizione, così come i servizi esterni messi a disposizione dal club. Anche gli orari – colazioni, pranzi, inizio degli allenamenti – è il medesimo dei compagni. Ma in questo nuovo Milan per loro non c’è più spazio. Parliamo di Tomori, Fofana, Nkunku e Gimenez (Odogu si è già sistemato altrove) e, giusto per ribadire il concetto, il club non li ha inseriti nell’elenco della numerazione di maglia consegnata alla Lega di A. Nella rosa rossonera il 23, il 19, il 18 e il 7 non esistono. Il loro prossimo numero comparirà sulla maglia di un’altra squadra.
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