SACILE – La sorpresa è di quelle che può costare un coccolone. All’uscita dal centro commerciale Ai Salici, poco prima delle 11 di ieri mattina, una coppia trevigiana di Cappella Maggiore è rimasta di stucco, costretta ad osservare che, nel parcheggio per disabili dove avevano lasciato la macchina, la loro automobile non c’era più. Per Renzo e Ivana Dal Cin, coppia trevigiana in trasferta a Sacile per fare spese, sono stati minuti di apprensione. Con quello che costano le auto oggigiorno, per loro due pensionati sarebbe stato davvero un brutto colpo. La guardia giurata in servizio Ai Salici prima e una pattuglia dei carabinieri sopraggiunta poco dopo hanno svelato il mistero, così facendo sostituendo la paura con la rabbia. L’automobile di Renzo e Ivana infatti non era stata rubata ma portata via dal carro attrezzi su ordine di una pattuglia della Polizia Locale sacilese. Evidentemente perché priva del tagliando azzurro che da diritto a parcheggiare negli stalli dedicati alla disabilità e che dev’essere sempre esposto. Paradossalmente, tutti e due i coniugi trevigiani ne hanno diritto. Sono entrambi accessoriati con il tagliando, ma ovviamente ne espongono di volta in volta uno solo.
APPROFONDIMENTI
LA STORIA
Ivana parlando con Il Gazzettino estrae e mostra il suo. Cammina con evidente fatica. Renzo è su tutte le furie, sicurissimo di aver esposto quello a suo nome «Come faccio sempre». Dal Cin racconta che era ancora ragazzo, aveva 28 anni, quando «Ho fatto un volo da un’altezza di 8 metri. Quella volta rimasi in coma per più di una settimana», e come conseguenza cammina con visibile difficoltà. «Sono 40 anni che ho l’invalidità», spiega, come a dire che è abituato ad esporre quel tagliando. «Ma anche se fosse che mi sono dimenticato, mettimi la multa, ma non portarmi via la macchina», afferma l’uomo. Per loro fortuna, Renzo e Ivana avevano di fronte una coppia di amici sacilesi che li ha soccorsi e accompagnati al comando della Polizia Locale.
LA TRAFILA
Ma tornare in possesso dell’auto è tutt’altro che semplice. Il sabato gli uffici sono chiusi al pubblico. Il comandante Stefano Antonel ha assicurato che in piazzetta Manin avrebbero saputo dov’era stata portata l’automobile, così da poterla riscattare. «Purtroppo non so dire quale sia il servizio perché non abbiamo un’esclusiva. Potrebbe essere un’officina sacilese ma anche quella di Roveredo in Piano», afferma. In passato il carro attrezzi si è rivelato spesso particolarmente esoso per l’utente sacilese che nel recuperare l’auto si è trovato a dover percorrere parecchi chilometri e a sborsare cifre anche di alcune centinaia di euro. Non resta che sperare che non sia stato questo il caso.
IL MISTERO
Cercando di ricostruire l’accaduto, l’ipotesi più verosimile è che il tagliando sia stato regolarmente posizionato dal titolare sul cruscotto, ma che poi sia scivolato giù, finendo fuori dalla vista degli agenti. A scanso di equivoci: la pattuglia della Locale sacilese ha fatto tutto a modo. «Ci hanno detto che hanno fatto emettere un avviso dentro il centro commerciale, ma onestamente noi non abbiamo sentito nulla, con il rumore che c’è», spiegano Renzo e Ivana. Inoltre la coppia trevigiana pensava di aver fatto tutto nella maniera corretta. «Ora la prassi – racconta Antonel – vuole che procedano nell’iter come se avessero torto. Se poi emergerà un qualche motivo di contestazione, non avranno che da presentare ricorso». Certo che, con tutti gli automobilisti indisciplinati che ogni giorno occupano per tempi più o meno lunghi parcheggi riservati senza averne diritto, pratica alquanto odiosa, è stata davvero sfortuna che stavolta siano stati puniti non uno ma addirittura tutti e due gli occupanti dell’auto che avevano pieno diritto a lasciare il veicolo in quegli stalli. Chissà che da oggi, per evitare altre brutte sorprese, Renzo e Ivana non prendano l’abitudine di esporre entrambi contemporaneamente il tagliando azzurro. Uno può anche scivolare giù, ma si spera non tutti e due.