di
Giancarlo Marenzi

La nicotina aumenta la pressione arteriosa e accelera il battito cardiaco, mentre il monossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno presente nel sangue. Il cuore è costretto a lavorare di più per garantire ossigeno ai tessuti

Ho 65 anni e fumo sigarette da quando ero giovane. Sto provando a smettere, tra mille difficoltà, perché il mio medico mi ha detto che in questo modo proteggerò la salute del mio cuore, dato che soffro di pressione alta e sono costretto a prendere dei farmaci per abbassarla. In che modo il fumo può danneggiare l’apparato cardiovascolare?

Risponde Giancarlo Marenzi, direttore del Programma di Diagnostica e terapia traslazionale, Centro Cardiologico Monzino, Milano (VAI AL FORUM)



















































Il fumo di sigaretta è una delle principali cause prevenibili di malattie cardiovascolari e di morte nel mondo, responsabile di oltre otto milioni di decessi ogni anno. Anche se spesso si pensa che il danno riguardi soprattutto i polmoni, il cuore e i vasi sanguigni sono tra gli organi più colpiti. Le sostanze tossiche contenute nel fumo danneggiano le pareti delle arterie, rendendole più rigide e favorendo la formazione di placche (aterosclerosi). La nicotina aumenta la pressione arteriosa e accelera il battito cardiaco, mentre il monossido di carbonio riduce la quantità di ossigeno nel sangue. Di conseguenza, il cuore è costretto a lavorare di più per garantire ossigeno ai tessuti. Il fumo favorisce inoltre la formazione di coaguli e riduce il colesterolo «buono» (Hdl), aumentando ulteriormente il rischio di infarto e ictus.

Malattie cardiovascolari

Un importante studio, pubblicato nel 2018 sul British Medical Journal, ha dimostrato che anche fumare poche sigarette è pericoloso. Chi fuma una sola sigaretta al giorno ha un rischio di malattie cardiovascolari molto più alto rispetto a chi non fuma: circa il 50% in più negli uomini e quasi il 60% nelle donne. Sorprendentemente, questo rischio rappresenta quasi la metà di quello di chi fuma un pacchetto al giorno, a dimostrazione che non esiste un livello di fumo «sicuro». Ridurre il numero di sigarette, quindi, non basta: per proteggere davvero il cuore è necessario smettere completamente, una volta per tutte. L’impatto del fumo è ancora maggiore nelle persone che hanno già altri fattori di rischio, come ipertensione, diabete o precedenti eventi cardiaci. Questi dati sono stati confermati da uno studio pubblicato a fine 2025 su PLOS Medicine, che ha seguito oltre 300mila persone per circa 20 anni. Anche il fumo a bassa intensità (2-5 sigarette al giorno) è risultato associato a un aumento superiore al 50% del rischio cardiovascolare e a un marcato aumento della mortalità.

Smettere di fumare

La buona notizia è che smettere di fumare fa bene al cuore fin da subito. Dopo 20 minuti pressione e battito iniziano a migliorare; dopo alcune settimane la circolazione diventa più efficiente; dopo un anno il rischio di malattie cardiache si riduce di circa la metà. Con il passare degli anni i benefici aumentano, fino ad avvicinare il rischio a quello di chi non ha mai fumato, dopo 20 anni. In conclusione, anche il fumo occasionale o «leggero» non è innocuo. Il messaggio più importante è chiaro: per proteggere il cuore, la scelta migliore è smettere di fumare il prima possibile.

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23 agosto 2026