È probabilmente una delle scene più singolari del wellness contemporaneo: prima di coricarsi, una persona stende la crema, indossa la mascherina per gli occhi e poi si applica un pezzo di nastro adesivo sulle labbra. L’intento è autoimporsi la respirazione esclusivamente nasale per tutta la notte. Il cosiddetto mouth taping è esploso sui social con promesse altisonanti: meno russamento, sonno più profondo, addio alla secchezza orale, ossigenazione superiore e persino un volto più definito.

Il nodo, però, è che le prove scientifiche a sostegno sono esigue. Una revisione sistematica del 2025 ha passato in rassegna 10 studi, per un totale di appena 213 partecipanti. Solo due lavori hanno rilevato miglioramenti significativi di alcuni parametri dell’apnea ostruttiva del sonno; altri non hanno riscontrato benefici e hanno segnalato potenziali rischi.

Respirare dal naso è fisiologico; sigillare la bocca è un’altra storia. La domanda preliminare dovrebbe essere: perché quella persona respira dalla bocca? Non di rado il naso è ostruito per una ragione precisa: setto nasale deviato, polipi, rinite allergica, congestione, ipertrofia dei turbinati, infezioni. Se le cavità nasali non consentono un adeguato passaggio d’aria, chiudere l’unica via alternativa può essere tutt’altro che saggio.

La revisione del 2025 segnala un possibile rischio di asfissia in presenza di ostruzione nasale e sottolinea che molti studi hanno escluso a priori i soggetti con problemi nasali. È come testare un ombrello soltanto quando non piove e poi consigliarlo durante un temporale.

E il russamento? Non è sempre solo rumore. In molte persone è uno dei segnali dell’apnea ostruttiva del sonno: durante la notte le vie aeree superiori collassano ripetutamente, con cali dell’ossigeno e micro-risvegli. In queste circostanze, una striscia adesiva sulle labbra non risolve l’ostruzione che si verifica più in basso, a livello della gola. “Nascondere il rumore non significa curare la causa.” Sonnolenza marcata diurna, pause respiratorie osservate dal partner, risvegli con sensazione di soffocamento, cefalea al mattino e russamento importante meritano una valutazione medica.

“Ma esistono studi positivi”: sì, in contesti molto specifici. Nel 2025 uno studio randomizzato ha esaminato il mouth taping in pazienti con apnea ostruttiva già in trattamento con CPAP (pressione positiva continua). In quella cornice controllata, il cerotto ha migliorato l’aderenza alla CPAP e alcuni sintomi nei soggetti che tendevano a respirare con la bocca. È tuttavia ben diverso dal proclamare: “Tutti dovrebbero dormire con la bocca sigillata”. Si trattava di persone diagnosticate, seguite e monitorate clinicamente.

Nel frattempo, i social hanno già emesso il loro verdetto. Una ricerca del 2026 ha analizzato centinaia di Reel su Instagram associati all’hashtag #mouthtape, documentando come la pratica venga narrata online: un caso emblematico di affermazioni sanitarie poco fondate che le piattaforme amplificano. Lo schema è noto: pochi studi, risultati preliminari, un dettaglio fisiologico corretto, quindi una valanga di promesse.

Capitolo estetica: c’è chi sostiene che respirare dal naso durante il sonno ridisegni la mandibola negli adulti. Non esistono prove cliniche solide che una striscia adesiva notturna possa scolpire il volto di una persona adulta. Quando il marketing scivola dal sonno alla trasformazione estetica, dovrebbe scattare immediatamente un campanello d’allarme.

Se ci si sveglia regolarmente con la bocca secca, la domanda giusta è “perché?”. Il motivo può essere ambientale, ma anche legato a congestione nasale, farmaci, respirazione orale, russamento o disturbi del sonno. Il sintomo merita una causa, non necessariamente un cerotto. Un otorinolaringoiatra può chiarire le ragioni di una respirazione nasale inefficace; in presenza di sospetta apnea, è opportuno uno studio del sonno.

Il mouth taping ha tutti gli ingredienti per diventare virale: costa poco, è visibile, produce foto “prima/dopo”, dà l’illusione di un trucco ignoto alla medicina. Eppure, la revisione del 2025 conclude che le evidenze sono insufficienti per un uso indiscriminato e che in alcuni individui esiste un rischio concreto di danno. Dormire meglio è un obiettivo sacrosanto. “Impedirsi di aprire la bocca senza sapere perché la apriamo durante il sonno” non è necessariamente la strada giusta per raggiungerlo. La soluzione più moderna non coincide sempre con ciò che è diventato virale ieri sera.