La sfida fra lo statunitense e il francese è la prima al maschile fra due giocatori di colore

Pellegrino Dell’Anno

23 agosto – 12:54 – MILANO

Il Masters 1000 di Cincinnati, per anni territorio di caccia prediletto di Roger Federer, costituisce la miglior preparazione possibile, tra superficie e condizioni climatiche, per lo Us Open. È uno dei tornei più antichi al mondo (prima edizione nel 1899), e in questo 2026 stabilirà un particolare primato, grazie a Frances Tiafoe e Arthur Fils. Sarà la prima finale di questo livello tra due giocatori neri, in uno sport storicamente dominato sempre da giocatori bianchi. Fatta eccezione per pochi, come Arthur Ashe, campione degli anni 70 particolarmente impegnato anche nel sociale e coinvolto in varie iniziative di sensibilizzazione, a livello maschile il tennis ha sempre sofferto di questa distinzione. Situazione che invece non si verifica a livello femminile, grazie ai traguardi delle sorelle Williams, e oggi di Coco Gauff e Victoria Mboko. Comunque vada la finale, dopo la vittoria di un altro giocatore afroamericano come Ben Shelton a Montreal, per la prima volta due Masters 1000 di fila saranno vinti da giocatori neri. “Sarà fantastico – ha detto Tiafoe -, una grande rappresentazione per tutti i bambini che ci ammirano e che vorrebbero essere nella nostra posizione. È sempre bello poter fare parte della storia”.

storia—  

A livello assoluto, considerando anche i vari tornei del tour, sarà la settima finale di questo tipo. Due delle quali, la prima tra Noah e Agenor nel 1987, e la più recente tra Mpetshi Perricard e Shelton (nonché più prestigiosa finora) nel 2024, si sono disputate a Basilea. Segno di uno sport, con la presenza in semifinale anche di Nakashima, americano di origini vietnamite, che sta diventando sempre più globalizzato. Anche perché Fils e Tiafoe sono due grandi protagonisti del circuito, sempre più affermati, e a fine torneo saranno uno n.11 e uno n.12 della classifica Atp. Chi vincerà il 1000 dell’Ohio finirà davanti all’altro, con entrambi che al momento sono nei primi otto posti della Race (sesto il francese e ottavo l’americano), classifica che conta solo i risultati stagionali ed è valida per la qualificazione alle Atp Finals. E anche a livello Slam può essere un segnale da non sottovalutare, dal momento che l’ultimo campione nero è stato Yannick Noah al Roland Garros 1983, l’ultimo finalista Jo-Wilfried Tsonga all’Australian Open 2008. In entrambi i casi è passata tanta acqua sotto i ponti. Ma Fils, 22 anni, sembra un ottimo candidato per seguire le orme degli illustri connazionali. Mentre Tiafoe già due volte ha raggiunto la semifinale allo Us Open, perdendo in cinque set in ambo i casi, nel 2022 e nel 2024. Due storie diverse, accomunate dalla voglia di rivalsa. 

protagonisti—  

Tiafoe è infatti originario della Sierra Leone, avvicinatosi al tennis per via del lavoro del padre, responsabile della manuntenzione di un circolo nel Maryland. Ha iniziato ad allenarsi lì insieme al gemello Franklin, coinvolto nel tennis in qualità di coach. Preso in giro perché aveva una maglia di Pikachu bucata, e chiamato appunto con il nome del pokemon in maniera canzonatoria, ha proprio in Noah una delle sue più grandi ispirazioni. E per la seconda volta in carriera, dopo aver perso proprio qui contro Sinner nel 2024, giocherà una finale 1000. Arthur Fils è nato in Francia da padre haitiano, formandosi però a pieno, tennisticamente e come persona, nella scuola francese. È la grande speranza del suo Paese, al momento, in attesa dell’arrivo ad alti livelli di Moise Kouame, classe 2009 anche lui nero. Com’era uno dei più grandi francesi di sempre, Noah, e un giocatore che per anni ha rubato il cuore degli appassionati quale Gael Monfils. Per Fils, prima finale 1000, il futuro è roseo e, insieme a Shelton, con Auger-Aliassime già stabilmente tra i migliori al mondo, può essere tra i fautori di un cambiamento di prospettive anche nel tennis. Mettendo fine alla sotto rappresentazione dei giocatori neri. D’altronde l’accoglienza negli Usa, anche a livello televisivo, è stata delle grandi occasioni. 

novità—  

Tennis Channel, tra i principali media statunitensi specializzati, ha infatti definito la finale tra Fils e Tiafoe come la più “swag” (nel linguaggio giovanile, vuol dire essere fighi, attraenti) del tour in questo 2026. Ovviamente anche grazie al temperamento di Tiafoe, un animale da palcoscenico bravissimo a coinvolgere il pubblico, e all’atteggiamento da gladiatore di Fils, che non indietreggia e ama esaltarsi nella lotta. In realtà il termine si riferisce spesso ai giocatori neri, molti dei quali si distinguono per alcuni modi di essere, entrando a fondo nel cuore degli appassionati. Il francese sta vivendo la miglior stagione della carriera, e ha raggiunto almeno i quarti di finale in cinque dei sette Masters giocati, il padrone di casa si sta regalando una seconda parte di carriera di primo livello. Entrambi arrivano lanciatissimi allo Us Open, così come Shelton, campione del 1000 di Montreal. Potrebbe davvero esserci, tra defezioni e problemi vari, ricordando anche il n.4 del mondo Auger-Aliassime, la prima finale Slam tutta nera della storia, dopo le undici a livello femminile, nove delle quali però tra Venus e Serena. Un netto vantaggio per alterare la statistica per la Wta.