Aveva 85 anni, era stato professore di matematica e viveva a Sartirana Lomellina, nel Pavese. Dopo la comparsa della febbre era stato ricoverato al Policlinico San Matteo di Pavia, dove era stata diagnosticata l’infezione da West Nile virus. Le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino alla morte.

Un caso che riporta l’attenzione su una malattia che in Italia non può più essere considerata esotica. E per capire perché la West Nile trovi oggi condizioni particolarmente favorevoli bisogna partire proprio dal territorio in cui viveva l’uomo: la Pianura Padana.

Quando il clima cambia le condizioni

La West Nile circola in Italia da anni e sarebbe scorretto attribuirne la presenza soltanto al cambiamento climatico.

Ma temperature elevate e stagioni calde prolungate possono modificare l’ambiente nel quale virus e zanzare si incontrano.

Il caldo influenza infatti sia lo sviluppo delle zanzare sia la velocità con cui il virus si replica al loro interno. In condizioni favorevoli può ridursi il tempo necessario perché una zanzara, dopo aver acquisito il virus, diventi capace di trasmetterlo.

Se il periodo caldo dura più a lungo, può estendersi anche la stagione favorevole alla circolazione.

L’ECDC segnala che il rischio delle malattie trasmesse dalle zanzare sta cambiando in Europa, con la West Nile che continua a raggiungere nuovi territori.

Perché proprio la Pianura Padana?

Il caldo, però, non basta.

La Pianura Padana presenta una combinazione particolare: risaie, canali irrigui, zone umide, disponibilità d’acqua, numerose zanzare e popolazioni di uccelli.

Ed è proprio tra uccelli e zanzare che si mantiene il ciclo naturale della West Nile.

Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e altre aree della pianura sono da anni tra i territori italiani maggiormente interessati.

Non esiste comunque un’equazione automatica “più caldo uguale più West Nile”. Contano anche piogge e siccità, gestione delle acque, caratteristiche del territorio, densità delle zanzare e circolazione del virus negli uccelli.

Il cambiamento climatico può quindi agire come un amplificatore di condizioni ambientali già favorevoli.

Una mappa che si allarga

Quello italiano non è un fenomeno isolato.

Al 13 agosto 2026 l’ECDC aveva registrato 429 infezioni da West Nile acquisite localmente in nove Paesi europei, con 77 aree interessate.

In Italia, al 19 agosto, l’Istituto Superiore di Sanità riportava 312 casi confermati, 156 forme neuroinvasive e 13 decessi. La circolazione del virus era stata dimostrata in 60 province appartenenti a 16 Regioni.

E la stagione non è ancora terminata.

Ma cos’è la West Nile?

A trasmettere il virus sono soprattutto le zanzare del genere Culex, molto comuni nelle città e nelle campagne italiane. Non è quindi principalmente la zanzara tigre, maggiormente associata a dengue e chikungunya.

Il virus circola soprattutto tra uccelli e zanzare. Una zanzara punge un uccello infetto, acquisisce il virus e può successivamente trasmetterlo all’uomo con un’altra puntura.

L’infezione non si trasmette normalmente attraverso i comuni contatti tra persone. L’uomo è considerato un ospite “a fondo cieco”, perché generalmente non sviluppa nel sangue quantità di virus sufficienti a infettare una nuova zanzara.

Otto persone su dieci non hanno sintomi

Circa il 80% delle persone infettate non manifesta sintomi. Una parte sviluppa invece febbre, mal di testa, stanchezza e dolori muscolari.

In meno dell’1% degli infettati possono comparire forme neurologiche gravi, come meningite, encefalite o paralisi. Il rischio aumenta soprattutto con l’età e nelle persone più fragili.

È il volto particolare della West Nile: per molti un’infezione completamente silenziosa, per pochi una malattia potenzialmente molto grave.

La morte del professore nel Pavese racconta questa seconda possibilità. Ma racconta anche qualcosa di più ampio: quando cambiano clima e ambiente, può cambiare anche la mappa dei rischi per la nostra salute.

Fonti

* Istituto Superiore di Sanità – Epicentro, Report della sorveglianza dei casi umani di West Nile e Usutu virus in Italia nella stagione 2026, Report n. 4 del 20 agosto 2026, dati aggiornati al 19 agosto.

* European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), Surveillance of West Nile Virus infections in humans in Europe – Week 33, 2026, dati al 13 agosto 2026.

* ECDC, World Mosquito Day 2026: Europe must upgrade control tools as disease risks rise, 20 agosto 2026.

* ECDC–EFSA, Surveillance of West Nile virus infections in humans and animals in Europe, agosto 2026.

* EFSA, Virus del Nilo occidentale, aggiornamento 13 agosto 2026.

* ANSA, West Nile, anziano di 85 anni muore a Pavia, 22 agosto 2026.