La guerra per il potere nella Federcalcio mondiale si intensifica in vista delle elezioni del 2027. E sullo sfondo cresce la possibile fronda africana contro il presidente
Prosegue, e si intensifica, la battaglia per il potere in seno alla Fifa. In vista delle elezioni del prossimo anno il presidente Gianni Infantino, travolto dalla crisi legata alla sua idea immediatamente abortita di vendere un pezzo del Mondiale a un fondo americano legato alla famiglia Kushner, imparentata con Donald Trump e molto legata al massimo dirigente svizzero, sta cercando di assicurarsi i voti necessari alla sua riconferma.
l’alleanza—
Infantino ha individuato un’ottima opportunità di fare lobbying nella Repubblica Dominicana, che in questi giorni organizza un torneo riservato a nazionali Under 14 al quale partecipano 21 Paesi affiliati alla Concacaf, e, soprattutto, ospita a margine una riunione della Cfu, la Caribbean Football Union. Ricordiamo che la Concacaf si è alleata con la Uefa intavolando anche il progetto di una possibile Nations League tra Europa e America. Per Infantino è fondamentale spezzare questa nuova partnership.
volgare sarcasmo—
Per questo il presidente Fifa è arrivato a Punta Cana dove è stato ricevuto con grande benevolenza dal Ministro dello Sport locale, Kelvin Cruz, ma ha anche avuto due sorprese: la prima la presenza di un cronista di Sky Inghilterra che gli ha chiesto il motivo delle sue mancate dimissioni: “Bella pettinatura, ci vediamo dal parrucchiere” la sarcastica risposta di Infantino al collega, calvo come lui. Una scena assolutamente surreale nella sua volgarità che è diventata rapidamente virale.

la lettera—
La seconda sorpresa è decisamente più rilevante a livello di politica sportiva: il presidente della Concacaf e vicepresidente Fifa, il canadese Victor Montagliani, ha scritto a Infantino una lettera che è pervenuta anche alla Bbc. Nel messaggio Montagliani chiedeva espressamente a Infantino di tenersi lontano dal torneo per non inquinare la sua essenza: “I media porranno la propria attenzione sulla crisi dirigenziale che circonda la Fifa, e la cosa disgraziatamente distrarrà in maniera significativa l’attenzione dalla natura tecnica della competizione giovanile. Per questo in nome del calcio e con tutto il rispetto ti chiedo di rivedere la tua posizione sull’idea di assistere al torneo”.
in forze—
Ma più che al torneo Infantino era interessato alla riunione della Cfu, e secondo quanto riportano gli inglesi del Guardian il presidente Fifa si è presentato al meeting, tra l’altro accompagnato da due membri di rilevo del suo ‘governo’: il segretario generale Mattias Grafstrom e Elkhan Mammadov l’azero che dirige la sezione che si occupa dei rapporti con le varie Federazioni, posizione incredibilmente strategica a livello elettorale. Secondo quanto riportato dal quotidiano londinese la presenza di Infantino ha fatto infuriare diversi membri della Cfu (e quindi della Concacaf).
fronda africana—
La battaglia continua, e sempre dal Guardian sottolineano, come già fatto dal quotidiano spagnolo Marca qualche giorno fa, che in Africa, il fedelissimo serbatoio da 54 voti per infantino, il fronte pro-presidente si sta rompendo, con un’importante fronda e un buon numero di federazioni pronte a dare le spalle allo svizzero. È il Risiko del calcio.
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