Con una canzone che si intitola «Genova e Napoli» altro debutto non poteva che esserci: ieri sera, a sorpresa, sul campo di Marassi si è presentata, prima della sfida calcistica finita con la vittoria azzurra grazie ai gol di De Bruyne e Vergara, un’altra coppia, inedita, con una canzone inedita, nel nome di «un gemellaggio antico, tra città di mare, tra canzoni, tra squadre di calcio». All’inizio c’era solo la voce di Alfa: «Un amore quando ami troppo/ è più difficile da mantenere/ perché noi siamo due città di porto/ non siamo fatti per rimanere». Poi è arrivata quella di Gigi D’Alessio: «Tu me cammine dint’ all’anema/ e po’ scumpare dint’ a n’attimo/ anche se siamo distanti/ non siamo diversi come/ Genova e Napoli».

APPROFONDIMENTI

L’idea, la scintilla è arrivata da Andrea De Filippi, 26 anni, genovese, genoano: «Da tempo volevo fare qualcosa con Gigi, diciamo da quando mi ha battuto a Sanremo 2024 nella serata delle cover, vincendola al fianco di Geolier», spiega il giovane cantautore che ama i duetti con i colleghi seniores, da Vecchioni a Jovanotti passando per Manu Chao, «così quando mi è venuta in mente questa canzone-ponte ho subito cercato di coinvolgerlo nel progetto». «È stato facile convincermi: stimo Alfa come artista e come persona, glielo avevo già confessato, e il brano, melodico come piace a me, toccava corde a me care. Ogni volta che arrivo a Genova per cantare mi sento a casa. Così Andrea è venuto a casa mia, abbiamo unito voci e staff e… il pezzo è nato senza travaglio». «Abbiamo passato sei ore a mangiare e due a registrare», ricorda il ragazzo di «Bellissimissima»: «Ci uniscono tante cose, anche musicalmente: penso a maestri come Fabrizio De André e Gino Paoli, che hanno scritto e cantato in napoletano». «Ci unisce persino la cultura culinaria, con un piatto che si chiama genovese, ma è verace, partenopeo doc», rilancia l’uomo di «Non dirgli mai»: «Due città di porto, due città che ti abbracciano quando arrivi, due importanti scuole della canzone». «Ecco, mi piacerebbe che Genova imitasse Napoli», confessa Andrea: «Nel campionato di calcio, nel mondo della canzone, nello sviluppo turistico straordinario che la città sta attraversando, nell’essere al centro di una narrazione che inizia nei libri ed arriva nelle serie televisive passando per i dischi. L’antica Partenope una decina di anni fa ha fatto una nuova rivoluzione canora tornando al centro della scena nazionale come aveva già fatto tante volte, dalla melodia classica al neapolitan power. Ora anche la nuova scuola genovese inizia ad essere importante».

Genoa-Napoli 0-2, la perfetta sinfonia dei cambi

«Noi siamo due cuori nello stesso mare/ e la nostra domenica sarà sempre speciale», si promettono nel testo i due innamorati e le due città. «Il calcio è passione, è un’altra storia d’amore, regala gioie e dolori», conclude D’Alessio, che si è concesso due mesi di ferie: «Grecia, Sardegna, Acciaroli… Bellissimo, con i miei piccirilli, Francesco e Ginevra… Ma pure stancante, quasi quasi mi propongo nei pianobar per scappare e… riposarmi». Intanto c’è Marassi, il ritrovato gemellaggio tra le squadre e, poi, finita la canzone, il fischio d’inizio: «Io non riesco a capire gli altri come fanno/ a vedere il mare solo qualche giorno l’anno/ e a non guardare mai oltre/ perché l’orizzonte non si vede in città/ e ’o mare ce mantene cu’ ’e prumesse/ ma nun ‘o sape ca tu e’ fatto fesso/ sulamente a mme/ Nun simme nuje si nun simme io e tte».