Pensavamo che le materie prime strategiche fossero petrolio, gas, litio e terre rare. Dovremo aggiungerne un’altra, molto più vicina alla nostra pelle: il plasma umano.
Un’inchiesta della CNN racconta uno dei paradossi della sfida tra Cina e Stati Uniti. Pechino cerca l’autosufficienza tecnologica e industriale, ma per l’albumina umana continua a dipendere in misura importante dalla grande disponibilità internazionale di plasma proveniente dagli Stati Uniti.
Non stiamo parlando di un prodotto di nicchia. Dal plasma vengono ricavati albumina, immunoglobuline e fattori della coagulazione, medicinali indispensabili per cirrosi e altre condizioni critiche, immunodeficienze, alcune malattie neurologiche e autoimmuni, emofilia e numerose patologie rare.
L’America è diventata la banca del plasma
Gli Stati Uniti hanno costruito negli anni un’enorme capacità di raccolta. A differenza dell’Italia, dove la donazione è volontaria e gratuita, negli USA i donatori di plasma possono essere remunerati e sottoporsi alla plasmaferesi con maggiore frequenza.
Il risultato è una concentrazione produttiva che ha trasformato il plasma americano in una materia prima della sanità mondiale. La stessa Commissione europea ha riconosciuto da tempo la forte dipendenza dell’Europa dalle importazioni di plasma dagli Stati Uniti.
Ed è qui che la storia cinese diventa anche una storia italiana.
Italia: record di donazioni, ma non basta
Nel 2025 l’Italia ha raccolto 919,7 tonnellate di plasma, nuovo massimo storico e oltre 11 tonnellate in più rispetto al 2024. Un risultato importante ottenuto attraverso un sistema pubblico fondato su milioni di donazioni volontarie e non remunerate.
Ma dietro il record c’è il dato che dovrebbe preoccupare maggiormente il SSN.
L’Italia riesce a coprire con il proprio plasma oltre il 75% del fabbisogno di albumina e appena circa il 60% di quello delle immunoglobuline. Tutto ciò che manca deve essere acquistato sul mercato.
E la domanda corre più velocemente delle donazioni: tra il 2014 e il 2024 il consumo italiano di immunoglobuline polivalenti è aumentato del 57%. Per quelle sottocutanee l’incremento è stato addirittura del 245%.
In passato il Centro Nazionale Sangue ha indicato esplicitamente negli Stati Uniti il principale mercato estero di riferimento dell’Italia per colmare il deficit di plasmaderivati. Oggi sarebbe improprio attribuire agli USA ogni confezione importata, ma la vulnerabilità resta: il mercato europeo dei plasmaderivati continua a poggiare in misura rilevante sul plasma americano.
Dopo le mascherine, rischiamo di ripetere lo stesso errore?
Il Covid avrebbe dovuto insegnarci cosa accade quando farmaci, dispositivi o materie prime essenziali vengono prodotti prevalentemente lontano da casa. Le frontiere possono chiudersi, le produzioni diminuire, i prezzi salire.
Il plasma dovrebbe quindi essere considerato una componente della sicurezza sanitaria nazionale, non soltanto un problema dei centri trasfusionali.
Nel 2025 l’Italia ha raggiunto 15,6 chili di plasma conferiti all’industria ogni mille abitanti. Il primo obiettivo indicato dal Centro Nazionale Sangue è arrivare a 18 chili per mille abitanti, avvicinandosi all’indipendenza strategica.
Servono più plasmaferesi, maggiore omogeneità tra le Regioni e soprattutto appropriatezza nell’impiego di albumina e immunoglobuline.
La Cina lo ha capito e sta cercando anche soluzioni biotecnologiche alternative.
Noi dovremmo capirlo prima che un medicinale cominci a mancare. Perché l’autosufficienza del plasma non è autarchia sanitaria: è capacità di curare i propri cittadini quando il mercato mondiale entra in crisi.

Fonti
CNN, China’s reliance on US human albumin and plasma, 23 agosto 2026; Centro Nazionale Sangue, Plasma: nuovo record nel 2025, 16 gennaio 2026; CNS, Aumenta la domanda di immunoglobuline, +57% in dieci anni, 27 ottobre 2025; Ministero della Salute–Dona il sangue, dati su plasma e plasmaderivati; ISS, Analisi della domanda di medicinali plasmaderivati in Italia, Rapporto ISTISAN 25/7; Commissione europea, documentazione sulla dipendenza UE dal plasma statunitense.