Una leggenda del mondo dello sport, un campione senza tempo. Kobe Bryant ha scritto pagine e pagine del basket negli Stati Uniti, in NBA, e anche dopo il suo ritiro riusciva a lasciare il segno. Fino al 26 gennaio 2020, quando a 41 anni, insieme alla figlia Gianna e ad altre sette persone rimase vittima di un incidente in elicottero avvenuto in California. Cinque volte campione NBA con i Los Angeles Lakers, due volte oro olimpico con gli Stati Uniti e vincitore di un premio Oscar per il cortometraggio Dear Basketball, Bryant ha vissuto una parte fondamentale della sua formazione personale e sportiva avvenne però lontano dagli Stati Uniti: tra i sei e i tredici anni visse nel nostro Paese, anche in quella che è stata la città più bella in Italia per Kobe Bryant.

Ecco qual è la città più bella in Italia per Kobe Bryant

Oggi, 23 agosto, Kobe Bryant avrebbe compiuto 48 anni. Durante l’infanzia, buona parte di questi anni li ha trascorsi in Italia seguendo la carriera del padre Joe, passando per Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e infine Reggio Emilia. Ed è proprio Reggio Emilia che per tutta la sua carriera ha occupato un posto in primissimo piano nei suoi ricordi. Tornato in città nel luglio 2016, Kobe spiegò in italiano il motivo di quel legame durante un’intervista al quotidiano Il Resto del Carlino: “La mia storia è iniziata in questa città”. E alla domanda sul perché fosse tanto affezionato a Reggio Emilia rispose: “Perché sono così legato a Reggio? Perché ho tantissimi ricordi speciali”.

Ricordò inoltre come apparisse quasi incredibile che uno dei migliori giocatori della NBA potesse essere cresciuto in una realtà tanto lontana da Los Angeles, sottolineando che proprio quella storia dimostrava come ogni sogno potesse diventare possibile.

Il passaggio di Kobe Bryant in Italia prima dell’inizio della sua carriera leggendaria

Reggio Emilia fu l’ultima tappa italiana della famiglia Bryant prima del ritorno negli Stati Uniti. Qui Kobe trascorse gli anni tra il 1989 e il 1991, mentre il padre giocava per la Pallacanestro Reggiana, e continuò a sviluppare il rapporto con il basket iniziato nelle precedenti esperienze italiane. Ciò che ha reso speciale Reggio Emilia, in particolare, è stato Kobe Bryant stesso a raccontarlo, sempre durante il suo ritorno in Emilia Romagna nel 2016: la bellezza di Reggio Emilia era nella normalità di uscire in piazza, di incontrare gli amici e prendere un gelato, spiegando che le sue figlie difficilmente avrebbero potuto comprendere quel tipo di vita e il suo amore per l’Italia.

third anniversary of kobe bryant death in italypinterest

Anadolu//Getty Images

Dopo la sua morte, Reggio Emilia ha trasformato quel rapporto in una memoria pubblica: nel gennaio 2021 è stato inaugurato il Largo Kobe e Gianna Bryant, accanto al PalaBigi, mentre iniziative, murales e commemorazioni continuano a ricordarlo come un figlio adottivo della città.