Stimolare il viso con piccoli impulsi elettrici può davvero contrastare i segni dell’età? La risposta della ricerca è: qualcosa può fare, ma non è un lifting.

Una revisione pubblicata nel 2024 ha analizzato 18 studi clinici sui dispositivi domiciliari per il ringiovanimento del viso, comprese tecnologie a microcorrente, radiofrequenza e LED. Nel complesso sono emersi miglioramenti di alcuni segni dell’invecchiamento cutaneo, anche se gli autori sottolineano che molti studi hanno campioni ridotti e periodi di osservazione brevi.

Microcorrenti: cosa succede dopo tre mesi?

Uno dei dati più interessanti riguarda un trial controllato su 108 persone: 56 hanno utilizzato un dispositivo di stimolazione elettrica facciale, mentre 52 facevano parte del gruppo di controllo.

Il trattamento veniva effettuato cinque volte alla settimana per 12 settimane. Al termine, nel gruppo trattato sono stati osservati miglioramenti significativamente maggiori della luminosità e delle rughe rispetto al controllo.

C’è anche un dato interessante sui muscoli del viso: dopo 5-6 settimane lo spessore muscolare era aumentato del 18,7% rispetto all’inizio, mentre nel gruppo di controllo non erano state rilevate variazioni significative. L’80% dei partecipanti ha espresso una valutazione positiva del trattamento. Gli effetti indesiderati segnalati erano principalmente lievi arrossamenti. (PubMed Central)

Il limite è importante: nella revisione del 2024 questo è l’unico trial clinico specificamente dedicato alla microcorrente domiciliare. Un risultato promettente, quindi, ma non ancora sufficiente per parlare di efficacia definitivamente dimostrata. (PubMed Central)

Radiofrequenza: le prove sono più solide

Microcorrenti e radiofrequenza non vanno confuse.

Le microcorrenti utilizzano impulsi elettrici a bassa intensità che possono interessare pelle, tessuto sottocutaneo e muscoli. La radiofrequenza (RF) sfrutta invece energia elettromagnetica producendo un riscaldamento controllato dei tessuti, utilizzato per favorire il rimodellamento del collagene.

E qui i numeri diventano più consistenti.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha raccolto 15 studi per un totale di 1.230 partecipanti sottoposti a trattamenti di radiofrequenza per il ringiovanimento del viso. Il miglioramento della texture cutanea è stato riportato nel 71-100% dei pazienti negli studi che valutavano questo parametro, mentre quello della compattezza della pelle variava dal 52,9 al 100%.

Anche la soddisfazione dei pazienti è risultata elevata, tra 82 e 100% nei 13 studi che l’hanno valutata. Gli effetti indesiderati erano generalmente lievi e transitori, soprattutto arrossamento e gonfiore.

Numeri interessanti, ma che non significano che tutti ottengano lo stesso risultato: dispositivi, intensità, protocolli e criteri utilizzati per misurare il miglioramento differivano tra gli studi. La stessa revisione invita quindi alla prudenza nell’interpretazione dei risultati.

Il collagene aumenta davvero?

È soprattutto per la radiofrequenza che esiste una spiegazione biologica plausibile dell’effetto anti-aging: il riscaldamento controllato dei tessuti può favorire processi di rimodellamento del collagene.

Non significa però “ringiovanire” la pelle nel senso letterale del termine. L’obiettivo è ottenere miglioramenti della compattezza, della texture e della visibilità di alcune rughe, con risultati generalmente graduali.

E i dispositivi da usare a casa?

Qui bisogna essere ancora più prudenti.

I dispositivi domiciliari utilizzano generalmente livelli di energia inferiori rispetto alle apparecchiature professionali. La revisione del 2024 conclude che possono migliorare in una certa misura alcuni segni dell’invecchiamento cutaneo, ma sottolinea anche la scarsità di studi, i piccoli campioni e i follow-up brevi.

Non esiste inoltre una regola scientifica universale delle “3-5 sedute alla settimana”: frequenza e durata dipendono dalla tecnologia e dal dispositivo utilizzato.

Quindi funzionano davvero contro le rughe?

, alcuni effetti sono reali e misurabili, ma parlare di “lifting senza bisturi” è eccessivo.

Per le microcorrenti esistono segnali positivi, soprattutto sul tono muscolare e su alcuni parametri estetici, ma gli studi specifici sono ancora pochi. Per la radiofrequenza la base scientifica è più ampia e indica possibili miglioramenti di texture, compattezza e rughe.

La conclusione è meno spettacolare delle promesse pubblicitarie, ma più utile: queste tecnologie possono migliorare l’aspetto della pelle, ma non cancellano l’invecchiamento e non sostituiscono un lifting.

Fonti

* Bu P. et al., Development of Home Beauty Devices for Facial Rejuvenation: Establishment of Efficacy Evaluation System, Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology, 2024.
* Kumar N. et al., Radiofrequency-Based Treatments for Facial Rejuvenation: A Systematic Review of Efficacy, Safety, and Patient-Centered Outcomes, Aesthetic Surgery Journal Open Forum, 2025.