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Redazione Online

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella prefazione al volume `Le pietre della rinascita´ sulla ricostruzione, presentato al Meeting di Rimini

«Fin dal suo insediamento il governo ha lavorato, con determinazione e caparbietà, per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma. Un cambio di passo, che è testimoniato dai numeri dei contributi concessi per la ricostruzione privata e dalla decisa ripresa di quella pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata». È quanto scrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella prefazione al volume Le pietre della rinascita presentato al Meeting di Rimini e dedicato alla ricostruzione successiva al sisma che, la notte del 24 agosto 2016, devastò il Centro Italia

«Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo». C’è «un grande lavoro di squadra che ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appenino centrale».



















































«Rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti e nei nostri cuori la notte del 24 agosto 2016, sconvolta dalla terribile scossa delle 3.36 che ha devastato il Centro Italia e ha dato il via alla sequenza sismica che ha dispiegato i suoi effetti distruttivi nei mesi successivi, interessando un’area immensa: 8 mila chilometri quadrati, 4 Regioni, 138 Comuni», ricorda Meloni.

Oggi, rivendica la premier, «il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa, e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori». Il Centro Italia, prosegue Meloni, «rappresenta, anche, uno degli scrigni dell’identità italiana ed europea» ma, avverte, «il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo. Con determinazione e caparbietà, per rispondere a quella «domanda di futuro» che ci viene rivolta da chi è nato e cresciuto in quei luoghi e vuole tornare a viverli». Questo è «il senso profondo» della strategia che il Governo sta portando avanti «attraverso tutte le sue articolazioni, sotto il coordinamento del Commissario Castelli e della Struttura commissariale Sisma 2016. Un grande lavoro di squadra che ha un obiettivo preciso: vincere la sfida della rinascita, economica e sociale, dell’Appennino centrale».

Il commissario Castelli: «In 3 anni 4,3 miliardi per la ricostruzione»

Il commissario alla ricostruzione post Sisma Guido Castelli, in un punto stampa al Meeting di Rimini, ha affermato che «in questi tre anni complicati lo Stato italiano ha messo a disposizione per la ricostruzione pubblica qualcosa come 4,3 miliardi. Perché c’è stata anche da governare l’uscita dal (Superbonus, ndr) 110, che aveva in qualche modo funestato anche il cratere: 5mila cantieri su 10mila in corso che rischiavano di rimanere bloccati». Poi, parlando della visita della premier domani per i 10 anni dal sisma, Castelli ha affermato che «la presidente Meloni non farà mancare tutto ciò che in più sarà necessario».

«Il governo non ha mai mancato di dare attenzione e risorse alla ricostruzione 2016 – ha detto Castelli -. Io mi sono insediato a gennaio 2023 e a marzo c’è stato un importante decreto che non solo introdusse semplificazioni importanti anche di tipo urbanistico, ma fece una cosa molto intelligente: consentì la formazione delle classi scolastiche in deroga in tutti i comuni del cratere che, diversamente, mentre stavano costruendo le scuole rischiavano di perdere l’istituzione. Poi la stabilizzazione del personale degli uffici speciali della ricostruzione: la ricostruzione si fa grazie a loro e grazie ai comuni». 


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23 agosto 2026 ( modifica il 23 agosto 2026 | 16:21)