di
Matteo Castagnoli
Il 26enne padovano è stato perquisito e arrestato nella villetta presa in affitto a Milano: quando la polizia ha iniziato i controlli era in diretta video, adesso le immagini gli costano l’accusa di trattamento illecito di dati
«Ho gli sbirri in salotto e nello zaino un chilo», cantava in Infinito Tony Boy, rapper padovano 26enne da oltre due milioni e mezzo di ascolti mensili su Spotify. E se all’alba di sabato non aveva un chilo di droga, nella villetta liberty in cui vive in affitto a Milano la polizia c’era per davvero. Tony Boy, nome d’arte di Antonio Hueber, è stato perquisito, insieme a un amico, per poi finire in manette, come già successo in passato a suoi «colleghi» milionari (Baby Gang, Simba La Rue e Shiva). Per il 26enne l’accusa è detenzione di armi clandestine e spaccio. Nella casa con colonne e finestre ad arco, gli agenti hanno scoperto: una pistola semiautomatica con matricola abrasa, di calibro 6.35 e con sette proiettili nel caricatore; 41 cartucce; quattro grammi di cocaina; otto di hashish; uno di marijuana e un bilancino di precisione. Tutto trasmesso in una diretta Instagram (dove il rapper conta un milione di follower) con centinaia di fan collegati. «Avete un mandato?». «Quindici sbirri in casa, stanno perquisendo tutto», gli sfoghi del 26enne a cui gli agenti hanno chiesto più volte di interrompere la live.
Tutto però era iniziato un’ora e mezza prima di quel video, poi circolato rapidamente sui social. Sono le 5 di sabato mattina. Una volante della questura nota un suv Range Rover parcheggiato in strada — in piazza Ferravilla, zona Città Studi, a est di Milano — con due ragazzi a bordo. Gli agenti si avvicinano per un normale controllo. Il primo a scendere dal lato conducente è l’amico di Tony Boy, un 32enne sudanese. Il rapper è sui sedili posteriori. Poi si alza. La polizia chiede i documenti, ma i due dicono di averli in casa. Verso cui si incamminano velocemente. Gli agenti li seguono, dicono di fermarsi, di non allontanarsi ma Tony Boy e il 32enne aprono il cancelletto per poi richiuderlo con forza, lasciando fuori la polizia. Che per un quarto d’ora citofona. Vengono chiamati i rinforzi, per il timore che i due se ne vadano da un’uscita secondaria. Gli agenti ripetono di scendere, ma nessuno risponde.
«Siete troppi sbirri per un controllo, non esco, ho paura», dice dal balcone l’amico. Ma sarà proprio lui, poco dopo, a tornare in strada mentre il rapper gli apre il suv da dentro la villetta. «I documenti sono in auto», spiegano cambiando versione. Scende anche il rapper. E aperto il bagagliaio, mostrano i documenti. Durante l’identificazione, la polizia scopre che il 32enne ha precedenti per droga, mentre nei sedili posteriori trovano due grammi di cocaina. Così la perquisizione prosegue nella villetta. Arrivano anche le unità cinofile della questura e della polizia locale. Il rapper e l’amico cercano di non far entrare in casa i poliziotti (saranno entrambi denunciati per resistenza). Poi, una volta dentro, inizia la live mentre gli agenti scoprono l’arma e la droga.
È stato a quel punto che gli agenti, sentita la pm di turno Sara Ombra, hanno arrestato Tony Boy, perché unico titolare dell’affitto della casa e unico socio della ditta a cui è intestata l’auto. Il rapper è stato anche denunciato ricettazione e per trattamento illecito dei dati (per aver ripreso la perquisizione e aver fatto la diretta con voce e volto dei poliziotti). Difeso dall’avvocato Luca Procaccini, è stato portato nel carcere di San Vittore in attesa della convalida.
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24 agosto 2026
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