Dopo la vittoria a Frosinone l’allenatore bianconero chiede un 9 diverso dal mercato
Una, due, tre… la Juventus sembra divertirsi a sgonfiare occasioni in serie e, così, finisce tremando. Il racconto del film in Ciociaria vede i bianconeri braccia alzate al traguardo, ma, allo stesso tempo, la fantasia non va in paradiso, anzi: un colpo di testa di un difensore vale il bottino. Luciano Spalletti passa il pomeriggio in giacca, un po’ in maniche di camicia, di nuovo in giacca e lo passa, soprattutto, con l’aria incredula di chi guarda il tabellone dello stadio e non legge se non un verdetto con il minimo scarto tra le due sfidanti quando l’inerzia del duello stava dicendo altro. “Abbiamo fatto vedere di avere un’identità, ma in alcuni momenti siamo stati troppo leggeri, non abbiamo messo quella determinazione che serve, siamo all’inizio…”, sottolinea Spalletti.
le sfumature—
Un inizio con tre punti e una dote di dubbi attorno al pieno di idee sfumate per colpe proprie: Kolo Muani ha steccato sotto porta e non solo. “Randal (Kolo Muani, ndr) ce lo siamo andati a prendere, ce lo siamo coccolati, sappiamo quale sia il suo valore, ma – continua il tecnico bianconero – lui deve anche rendersi conto che se è due anni che non gioca un motivo ci sarà perché a volte si crede di essere di un livello eccezionale e, poi, lascia qualcosa da parte… in gare come questa bisogna che porti a casa dei gol visto che aveva gli spazi giusti… Ci restituirà quello che non ci ha dato qui”. Gol mancati, mercato aperto. “L’attaccante che stiamo cercando potrebbe essere uno con caratteristiche diverse perché ci sono partite che si giocano negli ultimi venti minuti ed è più facile metterla dentro di testa se gli altri si chiudono”, così Spalletti. C’è da completare il lavoro fatto fino ad ora, dunque. Là davanti siamo alle solite: fuori David – anche ieri spettatore – dentro Zirkzee – l’ex Bologna aspetta -, ma dentro anche una possibile sorpresa o un cavallo di ritorno come Sorloth dell’Atletico Madrid. Il messaggio che Spalletti scrive da Frosinone apre scenari se non nuovi, pensati quando il mercato doveva entrare nel momento più delicato come accade ora: è vero che quello che fa un centravanti da venti gol possono farlo i vari fantasisti là davanti, ma chiudere il cerchio con un “vero” nove darebbe una dimensione compiuta alla nuova Juventus.
serve di più—
Testa di Bremer, tre punti. Ma qualcosa va aggiustato dentro una squadra che avrebbe potuto vivere un battesimo di campionato privo di ansia e che si è ritrovata a ringraziare la buona sorte dopo aver divorato una, due, tre… occasioni. Così resta d’attualità, anzi torna di un’attualità più viva di prima la ricerca di una punta, un’altra: il nove a cui affidarsi quando il mare si fa in tempesta perché le difese si chiudono, gli spazi spariscono. Le ultime curve di mercato serviranno per fare della Juventus un ostacolo ancora più alto per chiunque voglia superarlo: Zirkzee è abile nello stretto, ha qualità, sa creare spazi, ma non è un nove, Sorloth risponde di più all’identikit svelato da Spalletti. Palla a Giovanni Carnevali e palla anche per Kessie, con Miretti a un passo dal Besiktas, e la suggestione Koopmeiners in Arabia Saudita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA