Il punto serale sulle notizie del giorno
Iscriviti e ricevi le notizie via email
Settembre è ormai alle porte e, con la fine dell’estate meteorologica, l’Italia si prepara al tradizionale passaggio verso l’autunno. Ma quest’anno la stagione potrebbe presentarsi con un volto decisamente particolare: temperature ancora superiori alla media, ma anche un aumento delle precipitazioni e una maggiore probabilità di fasi di forte instabilità.
APPROFONDIMENTI
Le tendenze stagionali elaborate sulla base dei dati del Centro Europeo ECMWF, riprese e analizzate da ilmeteo.it, delineano infatti uno scenario caratterizzato da caldo anomalo e piogge più frequenti della norma. Una combinazione che potrebbe tradursi in un autunno ricco di contrasti, con periodi ancora quasi estivi intervallati da perturbazioni intense.
Settembre, l’estate potrebbe non finire davvero
Dal punto di vista astronomico e climatico, settembre rappresenta il mese della transizione. Le giornate si accorciano progressivamente, la radiazione solare diminuisce e le prime masse d’aria più fresche iniziano a scendere dalle alte latitudini. Quest’anno, però, il caldo potrebbe continuare a farsi sentire ben oltre la fine di agosto.
Secondo le tendenze stagionali pubblicate da ilmeteo.it, nel trimestre settembre-ottobre-novembre sull’Italia potrebbe persistere una diffusa anomalia termica positiva, con temperature mediamente superiori ai valori climatici. Le anomalie più marcate potrebbero interessare diverse aree della Penisola, mentre sulle Isole Maggiori gli scarti potrebbero risultare più contenuti.
Il risultato potrebbe essere un settembre a due velocità: da una parte lunghe fasi miti e soleggiate, con temperature ancora elevate soprattutto nelle regioni meridionali e nelle aree interne; dall’altra l’arrivo delle prime perturbazioni atlantiche, capaci di provocare un cambio improvviso del tempo.
Il Mediterraneo sempre più caldo e il rischio di fenomeni intensi
Uno degli elementi da tenere maggiormente sotto osservazione è la temperatura del Mar Mediterraneo.
Dopo un’estate caratterizzata da temperature molto elevate, le acque superficiali hanno accumulato una notevole quantità di calore.
Secondo l’analisi di ilmeteo.it, in alcune aree lungo le coste italiane il Mediterraneo ha raggiunto valori intorno ai 30 gradi, con anomalie di circa 4-5 gradi rispetto alle medie. Un mare così caldo continua a rilasciare energia e umidità nell’atmosfera, diventando una sorta di grande serbatoio capace di alimentare i sistemi perturbati.
È proprio questo il possibile paradosso dell’autunno 2026: più caldo non significa necessariamente più stabile. Al contrario, quando masse d’aria più fresche e instabili incontrano un Mediterraneo ancora molto caldo, il contrasto termico può favorire lo sviluppo di temporali particolarmente intensi.
Questo non significa che ogni perturbazione provocherà eventi estremi, ma indica un contesto potenzialmente favorevole a fenomeni localmente violenti, con nubifragi, grandinate, forti raffiche di vento e precipitazioni concentrate in poche ore.
Le piogge di settembre: possibile surplus soprattutto al Centro-Sud
Sul fronte delle precipitazioni, settembre potrebbe segnare un deciso cambio di passo rispetto alle lunghe fasi siccitose che spesso caratterizzano l’estate italiana.
Le elaborazioni stagionali riportate da ilmeteo.it indicano per settembre un possibile surplus di precipitazioni soprattutto sulle regioni del Centro-Sud, dove gli accumuli potrebbero risultare sensibilmente superiori alla media climatica. La tendenza indicata dal portale parla di un aumento che, in alcune aree, potrebbe arrivare attorno al 50% rispetto ai valori normali del periodo.
Anche le due Isole Maggiori restano sotto osservazione. Il contrasto tra l’aria più fresca in arrivo dal Nord Atlantico e il calore ancora presente sul Mediterraneo potrebbe infatti favorire fasi di maltempo più organizzate.
Ottobre, temperature ancora elevate ma più perturbazioni
Se settembre potrebbe rappresentare una prosecuzione, almeno a tratti, dell’estate, ottobre dovrebbe entrare più pienamente nelle dinamiche autunnali, senza però necessariamente riportare le temperature sui valori medi del passato.
Secondo l’ultimo aggiornamento delle tendenze stagionali di ilmeteo.it, anche nel trimestre ottobre-novembre-dicembre l’Italia potrebbe essere interessata da temperature mediamente superiori alla norma, con anomalie positive che potrebbero raggiungere circa 2-3 gradi in diverse zone della Penisola.
Allo stesso tempo, proprio ottobre potrebbe vedere un aumento delle precipitazioni. Le proiezioni analizzate dal portale indicano infatti un possibile surplus di piogge tra ottobre e novembre, con particolare attenzione alle regioni settentrionali nei mesi successivi a settembre.
Lo scenario, dunque, non sarebbe quello di un autunno costantemente grigio e piovoso. Più probabilmente potrebbero alternarsi pause anticicloniche, giornate molto miti e soleggiate e improvvisi peggioramenti, con perturbazioni in grado di portare piogge abbondanti in tempi relativamente brevi.
Novembre, il mese della svolta verso l’inverno?
Anche novembre, almeno secondo le attuali proiezioni stagionali, potrebbe mantenere un’impronta termica anomala. Il trimestre novembre-dicembre-gennaio viene infatti indicato con temperature potenzialmente superiori alla media su gran parte dell’Italia e di ampie zone dell’Europa.
Questo non esclude naturalmente l’arrivo di ondate di freddo. Le anomalie stagionali rappresentano una media su periodi lunghi e non impediscono singoli episodi di temperature rigide, neve in montagna o incursioni di aria fredda. Significa semplicemente che, nel complesso, il trimestre potrebbe chiudere con valori termici superiori alla climatologia di riferimento.
Per quanto riguarda le piogge, novembre potrebbe proseguire la tendenza verso un autunno più dinamico, con il Nord che, secondo le elaborazioni stagionali, potrebbe vedere un maggiore surplus pluviometrico rispetto a settembre.
Un autunno caldo, ma tutt’altro che tranquillo
Il quadro che emerge dalle attuali tendenze è quindi quello di un autunno 2026 anomalo e ricco di contrasti. Settembre potrebbe conservare ancora caratteristiche estive, con temperature sopra la media e soprattutto il Centro-Sud interessato da un possibile surplus di piogge. Tra ottobre e novembre, invece, la maggiore dinamicità atmosferica potrebbe favorire il passaggio di più perturbazioni, con un surplus pluviometrico che potrebbe coinvolgere maggiormente le regioni settentrionali.
Il filo conduttore della stagione potrebbe essere proprio il contrasto: caldo persistente da una parte, maltempo intenso dall’altra. Un’alternanza sempre più tipica di un Mediterraneo che, dopo estati molto calde, entra nell’autunno con enormi quantità di energia accumulate nelle sue acque.
Le proiezioni stagionali, come ricordato, dovranno essere aggiornate nelle prossime settimane e non consentono di stabilire con precisione quando e dove colpiranno le singole perturbazioni. La tendenza generale, però, sembra indicare un autunno con temperature mediamente superiori alla norma e precipitazioni potenzialmente più abbondanti, soprattutto attraverso episodi concentrati e intensi.
In altre parole, l’estate potrebbe faticare a lasciare definitivamente il campo, ma l’autunno potrebbe farsi sentire all’improvviso e con forza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA