I bianconeri hanno costruito occasioni e calciato in porta con frequenza, ma non sono andati oltre il gol di Bremer su angolo. Un problema già visto nei primi 7 mesi di gestione dell’ex ct
Giornalista
24 agosto – 10:31 – MILANO
Inno all’inconsistenza. Cambiano gli interpreti, ma il risultato non cambia. La prima Juve di Spalletti versione 2026/27 è somigliata sinistramente a quella dello scorso anno: una grande mole di gioco creata, conclusioni, occasioni, ma alla fine un solo gol o poco più. Con la conseguenza (a Frosinone evitata solo grazie al palo che ha fermato al 93′ il colpo di testa di Calvani) che il rischio di buttare via punti preziosi risulta sempre più che concreto. Non ha avuto problemi neanche Spalletti ad ammetterlo. “Sembra di parlare delle partite dell’anno scorso: il rigore sbagliato, la situazione, le tre occasioni, il palo interno sulla riga…”, ha detto a Sky il tecnico bianconero, ricordando alcuni episodi che poi hanno finito per costare alla Juve la qualificazione alla Champions League.
juve, i numeri di un attacco che non va—
Anche allo “Stirpe”, la produzione offensiva bianconera è stata da grande squadra: 20 tiri complessivi (di cui 5 in porta e 13 dall’interno dell’area), un palo colpito (da Kalulu), 12 corner, oltre il 63% del possesso palla e 1,99 xG (gol attesi) prodotti. Insomma, la Juve avrebbe dovuto segnare almeno 2 gol. Anche 3 o 4 per dirla con Francisco Conceiçao, autore a sua volta di un clamoroso errore a porta quasi spalancata a inizio secondo tempo. Pare proprio il remake di quanto visto durante i 7 mesi di gestione “spallettiana” nella scorsa stagione, quando la Juve chiuse con il secondo miglior dato di gol attesi in Serie A (74), ma ne realizzò ben 13 in meno. Nelle 38 partite disputate con l’ex ct in panchina, nessuno dei tre centravanti della Juve 2025/26 ha raggiunto la doppia cifra (7 gol David, 5 Vlahovic e 2 Openda). Una vera contraddizione, tra l’altro, rispetto a quanto era stato capace di fare l’allenatore di Certaldo nel suo passato: da Totti a Dzeko, da Icardi a Osimhen, il suo gioco aveva saputo esaltare i bomber come pochi altri.
juve, allarme centravanti?—
Con la gara di Frosinone, sono 126 giorni che la Juventus non segna con un centravanti diverso da Dusan Vlahovic, adesso finito al Besiktas e autore di tutti gli ultimi 4 gol realizzati dalla squadra nelle 4 gare finali dell’anno scorso. Nel mirino dell’ex ct, dopo la gara dello “Stirpe” è finito soprattutto Kolo Muani, ma in verità il problema sembra atavico. E pensare, altro paradosso, che il francese, nella sua prima esperienza bianconera, aveva segnato 8 gol con 14 tiri in porta e 26 totali. Una media da killer. “Questo gol mangiato ce lo deve restituire”, si augura allora Spalletti.
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