Alessandro Filippi, direttore generale di Ama, è morto a Roma. Lottava da tempo contro una malattia. La notizia è stata resa nota nella giornata di oggi, lunedì 24 agosto. Già manager di Acea, era stato dg in Ama anche tra il 2014 e il 2016, e in quell’occasione apportò radicali cambiamenti su tutti i piani gestionali societari.
Definito un uomo del fare, dal 2023 era tornato a ricoprire il ruolo di dg in Ama. Dopo il cda che ormai 3 anni fa diede il bentornato a Filippi, Roberto Gualtieri lo presentò in Campidoglio.
Il cordoglio del Sindaco
Saputa la notizia il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso “profondo dolore”: “Roma perde un grande manager, che con competenza, passione e straordinaria dedizione ha guidato Ama in anni decisivi, contribuendo in modo fondamentale al cambiamento e al rilancio dell’azienda”.
“Alessandro – si legge – ha lavorato senza mai risparmiarsi, con un impegno e un attaccamento al servizio pubblico che non sono mai venuti meno, fino agli ultimi mesi. In questi anni ho avuto modo di apprezzarne, oltre alle grandi qualità professionali, la serietà, la generosità e il forte senso di responsabilità con cui ha affrontato ogni sfida. La sua scomparsa rappresenta una perdita dolorosa per Roma e per tutti noi. Alla sua famiglia rivolgo il mio abbraccio più affettuoso e il cordoglio di tutta la città, insieme a una particolare vicinanza a tutte le lavoratrici e i lavoratori di Ama che hanno condiviso con lui questi anni di intenso lavoro”.
Gli altri politici
“Alessandro Filippi è stato un dirigente competente e, soprattutto, una persona che ha messo sempre al centro il rapporto con gli altri. Ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo direttamente, potendo constatare la sua grande capacità di ascolto e l’attenzione con cui affrontava ogni situazione, sempre con spirito costruttivo e con un forte senso delle istituzioni. – ha commentato la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli – Nel suo ruolo di Direttore Generale di AMA ha lavorato con impegno e responsabilità al servizio della città e dei romani. Perdiamo oggi un dirigente di valore e una persona perbene. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nell’amministrazione capitolina e in quanti hanno avuto l’opportunità di conoscerlo e lavorare con lui”.
A stretto contatto con Filippi ha lavorato anche e soprattutto Sabrina Alfonsi, assessore all’ambiente del comune: “In questi anni ho avuto il privilegio di lavorare con lui e di conoscerne le grandi qualità professionali e umane. Alessandro era una persona seria, generosa, appassionata e gentile e, soprattutto, ha vissuto con profondo impegno il suo lavoro per la trasformazione della nostra città. Ha dedicato a Roma un lavoro infaticabile, affrontando ogni giorno problemi, emergenze e difficoltà con un grandissimo senso del dovere. Nel suo impegno alla guida di AMA, anche nei momenti più complessi, non si è mai sottratto alle sue responsabilità, avendo a cuore l’interesse della città. Perdo un interlocutore prezioso, un direttore con cui ho condiviso tante occasioni di lavoro e, soprattutto, una persona sulla quale ho sempre potuto contare. In questo momento di dolore, il mio pensiero più affettuoso va alla sua famiglia e ai suoi cari. Rivolgo anche a tutti i lavoratori dell’Ama il mio abbraccio più sincero, con gratitudine e affetto”.
“Ho appreso con profondo dolore della scomparsa di Alessandro Filippi, persona di grande spessore professionale e umano, che ha svolto il suo incarico con competenza, serietà e dedizione. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Ama rivolgo la mia più sincera vicinanza e le mie condoglianze”, ha sottolineato invece l’assessora ai Lavori pubblici di Roma Capitale, Ornella Segnalini.
“In questi anni di intenso lavoro comune per la nostra città, ho avuto modo di apprezzare e stimare l’alto valore della persona, la profonda competenza tecnica, nonché la costante disponibilità e operatività che ha sempre dimostrato sul campo. Ci divideva, chiaramente, la visione del ruolo dell’Inceneritore sul ciclo dei rifiuti. Ma il rispetto per le diverse posizioni è sempre stato totale, guidato da un comune e sincero attaccamento al bene di Roma Capitale. In questo momento di grande dolore, rivolgo le mie più sentite condoglianze e un grande abbraccio alla sua famiglia e ai suoi cari”, ha aggiunto in una nota Nando Bonessio, consigliere capitolino di EV – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).
Il curriculum di Alessandro Filippi
Classe 1970, romano, ha frequentato il liceo scientifico pontificio Pio IX (una delle più antiche scuole cattoliche), ha continuato all’Università La Sapienza, dove si è laureato con lode in ingegneria meccanica. Il primo lavoro è nell’esercito, dove tra il 1995 e il 1996 il tenente Filippi si occupò della smilitarizzazione di armi chimiche. In Acea arriva subito dopo, con una borsa di studio, dove al termine del suo primo tirocinio diventa subito responsabile del reparto manutenzione elettromeccanica. In pochi anni Filippi scala l’azienda, fino a diventarne uno dei più giovani amministratori di sempre. Nel 2001, a soli 31 anni, viene nominato manager di Acea Ato2, la società che si occupa di gestire il servizio idrico, di cui diventerà anche membro del consiglio d’amministrazione.
Negli anni che seguono l’ingegnere romano comincia ad accumulare ruoli e cariche. Tra il 2006 e il 2008 passa alla divisione ambiente di Acea, curando tra le altre cose l’acquisizione di Kyklos Srl, la società dove si occupa della realizzazione di uno dei più grandi impianti di compostaggio del Lazio, quello di Aprilia. È qui che Filippi comincia a occuparsi di rifiuti: da amministratore delegato della stessa Kyklos (incarico che manterrà fino al 2014), ma anche di società del gruppo come Acquaser e Isa srl. Negli anni Filippi matura dunque una grande esperienza nella gestione di tutto il ciclo dei rifiuti, specie di quelli organici, dalla raccolta al trattamento fino al trasporto.
A dicembre 2014 squilla il telefono. Dall’altra parte della cornetta c’è l’allora sindaco Ignazio Marino, che lo vuole come direttore generale di Ama al posto di Giovanni Fiscon. Fin da subito si fa notare per un comportamento diverso rispetto ai suoi predecessori. Visita molti impianti, parla con operai e netturbini, prova a riavviare una macchina dei rifiuti ormai ingolfata da tempo.
La sua prima parentesi in Ama dura appena 14 mesi. A marzo 2016 quello che doveva essere il salvatore della municipalizzata dei rifiuti saluta tutti e torna in Acea, come responsabile pianificazione e controllo di gestione del gruppo.
Con l’arrivo di Gualtieri, dopo un anno segnato da una falsa ripartenza, viene richiamato in Ama, segnando una svolta nell’efficientamento dell’azienda.