Il papà
In un’intervista rilasciata a Vanity Fair, Pierfrancesco Favino racconta come suo padre sia stato molto importante per la sua formazione. «Era un uomo del ’22, rimasto orfano da bambino, molto compunto, affetto formale», dichiara l’attore, spiegando come il padre, pur essendo imbarazzato dalle dimostrazioni di affetto, gli trasmette una grande sensibilità: «La mia sensibilità, che definirei banalmente più femminile, deriva da lui, che in realtà era quello che davanti a un film piangeva di più, anche se poi si vergognava».