asst sette laghi intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale entra in corsia all’Ospedale di Circolo di Varese per velocizzare la diagnosi e il trattamento dell’ictus ischemico. La nuova tecnologia, già operativa nel presidio dell’ASST Sette Laghi, è in grado di analizzare in pochissimi minuti gli esami radiologici – come TAC, angio-TAC e TAC perfusionale – inviando i dati in tempo reale ai medici. Un supporto strategico per i reparti di Neuroradiologia e Neurologia, pensata per abbreviare i tempi di decisione clinica nei casi in cui ogni minuto risparmiato può salvare la vita del paziente o ridurne drasticamente le conseguenze invalidanti.

L’algoritmo al servizio dell’équipe medica

Il funzionamento del sistema si basa sull’elaborazione rapida delle immagini diagnostiche. L’algoritmo individua la sede precisa dell’occlusione e mappa lo stato del tessuto cerebrale, mettendo subito a disposizione degli specialisti un quadro dettagliato. L’impiego dell’intelligenza artificiale ha un ruolo di affiancamento e non va a sostituire il giudizio umano: l’analisi generata dal software viene infatti sempre verificata e convalidata dai medici prima di procedere con l’iter terapeutico.

«L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel percorso dell’ictus rappresenta un ulteriore strumento a disposizione dei nostri specialisti per ridurre i tempi e rendere ancora più tempestiva la valutazione del paziente – il commento di Andrea Giorgianni, direttore della Neuroradiologia –. La possibilità di ottenere in pochi minuti un’elaborazione delle immagini di TAC, angio-TAC e TAC perfusionale e di ricevere rapidamente queste informazioni consente di supportare il lavoro dell’équipe proprio nella fase in cui ogni minuto può fare la differenza».

Le opzioni terapeutiche e l’importanza del tempo

Una volta definite la posizione e la gravità dell’ostruzione, i medici valutano la strategia d’intervento più idonea. A seconda del quadro clinico, si può procedere con la trombolisi farmacologica, somministrata per sciogliere il coagulo, oppure con il trattamento endovascolare. Quest’ultimo viene eseguito dai neuroradiologi interventisti che, attraverso un catetere fatto scorrere fino alle arterie cerebrali, rimuovono meccanicamente il trombo per ripristinare il corretto flusso di sangue.

«L’obiettivo non è sostituire il medico, ma mettere a disposizione dei professionisti informazioni aggiuntive in tempi estremamente rapidi – spiega Simone Vidale, direttore della Neurologia –. Il referto prodotto dall’intelligenza artificiale viene valutato e validato dagli specialisti e contribuisce, insieme alla valutazione clinica e agli altri esami, a individuare il trattamento più appropriato per ciascun paziente. In questo modo la tecnologia diventa parte integrante di un percorso nel quale competenza clinica, organizzazione e innovazione lavorano insieme».

I numeri dell’Ospedale di Circolo di Varese

I dati confermano il ruolo centrale della struttura varesina come centro “Hub” per la gestione delle neuroemergenze. Il Pronto Soccorso, diretto da Francesca Cortellaro, registra ogni anno circa 600 accessi per casi di ictus ischemico. Tra questi, oltre 120 pazienti vengono sottoposti all’intervento di rimozione meccanica del trombo, mentre circa la metà del totale riceve il trattamento farmacologico.

L’efficienza della struttura dell’ASST Sette Laghi ha recentemente ottenuto anche un riconoscimento internazionale con l’assegnazione del Premio Angels, conferito alle realtà sanitarie che si distinguono per l’eccellenza e la tempestività nella cura dell’ictus in fase acuta. Il lavoro di squadra coinvolge quotidianamente le équipe guidate dai dottori Giorgianni e Vidale sotto il coordinamento del Dipartimento delle Neuroemergenze diretto da Luca Cabrini.