di
Redazione Politica

Aborto, unioni civili, eutanasia: la posizione di Vannacci. Il suo partito Futuro Nazionale propone anche un «mutuo tricolore» senza interessi al terzo figlio e la pensione minima a 750 euro. Ma non indica le coperture per nessuna di queste misure

Riconoscimento giuridico del concepito, un «mutuo tricolore che azzera gli interessi al terzo figlio» e la deroga al Patto di stabilità per le «spese di riattivazione demografica». Sono alcune delle proposte nella seconda parte del programma di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci. 

Dopo aver rifiutato il reato di femminicidio e dopo la proposta di un modello di «patriarcato mediterraneo», Fn definisce ancor di più i contorni della propria visione su famiglia e società. Il matrimonio «rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico» e si punta a difendere «la vita dal concepimento alla morte naturale», sottolineando che «l’aborto non è un diritto» (aggiungendo anche «come stabilito dalla legge 194/1978»).



















































Inoltre, si intende promuovere il «riconoscimento giuridico del concepito», oltre a prevedere «sostegni a chi sceglie di tenere un figlio» e «esenzioni progressive per chi ha figli». 

Ecco quindi che si lancia «l’introduzione di un “vero” quoziente familiare». Si pensa all’introduzione del «Reddito di Rinascita» per le madri, nonché il «Mutuo Tricolore che azzera gli interessi al terzo figlio e le “quote azzurre” per facilitare i trasferimenti alle famiglie numerose dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni».

Non vengono indicate le coperture economiche con cui tutto questo potrà essere realizzato, se non un accenno all’Europa: «Chiederemo una deroga strutturale al Patto di Stabilità proprio per le spese di riattivazione demografica». 

Il partito, si ricorda, rifiuta «eutanasia e omicidio del consenziente, garantiamo le cure palliative e vietiamo di far morire di fame e di sete». Una parte del programma viene inoltre dedicata alla difesa, ribadendo che «rifiutiamo l’aumento della spesa militare al 5 % del PIL imposto da Nato e Ue, diciamo no al prestito Safe e agli interventi per “esportare la democrazia”».

Un’altra parte viene dedicata invece a internet, con un data-sovranismo per cui «i dati italiani restano in Italia, con incentivi al Cloud Italia e copertura in fibra dei borghi» e sui social si imporrebbe il divieto sotto i 15 anni. Oltre a promettere una pensione minima sotto i 750 euro, si riconosce la «priorità assoluta ai cittadini italiani negli alloggi e nei sostegni». 

Inoltre, nelle scuole superiori, FnV punta a introdurre moduli di «educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale, per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirarli verso la carriera militare». Prevista anche la partecipazione volontaria a campi e attività esterne di «formazione per educazione militare con valenza civica». 

24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 15:42)