di
Federica Maccotta
L’emittente olandese Avrotros aveva chiesto regole più chiare sulla partecipazione di Paesi in guerra. Il direttore della kermesse: «Siamo luogo di unione»
Per il secondo anno i Paesi Bassi non parteciperanno all’Eurovision Song Contest «perché l’evento non è più neutrale, dato che uno dei paesi partecipanti è ancora coinvolto in un conflitto militare su vasta scala». Il riferimento diretto, si legge nella nota di Avrotros, l’emittente che avrebbe dovuto trasmettere la kermesse (in programma a Burgas, in Bulgaria, dall’11 al 15 maggio 2027), è rivolto a Israele e alla situazione a Gaza.
Secondo la tv olandese «le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno avendo un impatto eccessivo sul Song Contest e hanno portato a profonde divisioni». Nel corso di quest’anno Avrotros ha sollecitato l’Unione Europea di Radiodiffusione (UER) perché stabilisse regole trasparenti per quanto riguarda la partecipazione di Paesi coinvolti in conflitti militari.
Ma per gli olandesi le modifiche annunciate dall’EBU non sono sufficienti per garantire l’indipendenza e la neutralità del concorso canoro. Di conseguenza, si legge ancora nella nota, «la partecipazione è incompatibile con i valori dell’emittente: affidabilità, indipendenza e umanità. La grave sofferenza umanitaria a Gaza e i continui attacchi alla libertà di stampa hanno portato a una crescente divisione attorno al concorso canoro negli ultimi anni».
Già quest’anno infatti cinque Paesi (Spagna, Irlanda, Slovenia, Orlanda, Islanda e Paesi Bassi) hanno scelto di boicottare la manifestazione canora, mentre il cantante svizzero Nemo ha ufficialmente restituito il premio vinto nel 2024.
«L’Eurovision Song Contest è nato con lo scopo di unire persone e nazioni. Ma non si può negare che un conflitto internazionale stia permeando sempre più l’evento, facendogli perdere il suo carattere neutrale», spiega Taco Zimmerman, direttore generale di Avrotros.
«Di conseguenza, il Song Contest è diventato un palcoscenico di divisione. Come emittente pubblica, restiamo fedeli ai nostri valori. Sono questi a guidarci, anche se ciò significa rinunciare a un evento che ci sta molto a cuore. È doloroso, perché avremmo voluto farne parte di nuovo l’anno prossimo», conclude Zimmerman.
La risposta dell’Eurovision arriva, tramite agenzia, dal direttore Martin Green. «L’Eurovision Song Contest è sempre stato un luogo di unione, di celebrazione delle diverse comunità e di dimostrazione che un mondo migliore è possibile anche nei momenti più difficili — spiega —. Continueremo ora il dialogo con NPO, l’organizzazione che riunisce i media di servizio pubblico olandesi, riguardo alle opportunità di partecipazione per un’altra emittente. Ci auguriamo vivamente che il pubblico e gli artisti dei Paesi Bassi possano continuare a essere rappresentati all’Eurovision Song Contest».
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24 agosto 2026 ( modifica il 24 agosto 2026 | 16:19)
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