Con opere come Barry Lindon, Lo squalo e Qualcuno volò sul nido del cuculo, il 1975 è stato il più grande anno della storia del cinema. Non lo dice una sola classifica, ma 17.747.
Il verdetto arriva da They Shoot Pictures, Don’t They?, una classifica delle classifiche. L’ha realizzata Bill Georgaris, un appassionato di cinema australiano. Nel tempo, Georgaris ha aggregato sondaggi, best of di fine anno, top ten di registi e critici cinematografici. La classifica 2026 è basata su 10.386 schede individuali e 7.361 liste tematiche (genere, decade, paese), un totale di 17.747 fonti, comprese le 873 che si sono aggiunte nel 2025.
Bettmann//Getty Images
Insieme alla classifica, che vede al primo posto Quarto Potere di Orson Welles e conta in tutto mille posizioni, Georgaris ha tirato le somme sui singoli anni. In lista, ci sono venti film usciti al cinema nel 1962 e venti usciti al cinema nel 1973, ma l’anno più rappresentato è il 1975, con 23 film.
1975, tra i film più belli di quell’anno quattro italiani
- Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, di Chantal Akerman (posizione numero 12)
- Lo specchio, di Andrej Tarkovskij (posizione 23)
- Barry Lyndon, di Stanley Kubrick (43)
- Lo squalo, di Steven Spielberg (82)
- Nashville, di Robert Altman (90)
- Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975), di Miloš Forman (150)
- Professione: reporter, di Michelangelo Antonioni (167)
- Salò o le 120 giornate di Sodoma, di Pier Paolo Pasolini (202)
- La recita, di Theo Angelopoulos (236)
- India Song, di Marguerite Duras (290)
- Quel pomeriggio di un giorno da cani, di Sidney Lumet (334)
- Dersu Uzala – Il piccolo uomo delle grandi pianure, di Akira Kurosawa (469)
- Picnic ad Hanging Rock, di Peter Weir (559)
- Grey Gardens, di David e Albert Maysles, Ellen Hovde e Muffie Meyer (610)
- Xala, di Ousmane Sembène (684)
- L’uomo che volle farsi re, di John Huston (782)
- Welfare, di Frederick Wiseman (876)
- Monty Python e il Sacro Graal, di Terry Gilliam e Terry Jones (891)
- Le stagioni, di Artavazd Peleshian (912)
- Profondo rosso, di Dario Argento (917)
- Pasqualino Settebellezze, di Lina Wertmüller (926)
- Sholay, di Ramesh Sippy (929)
- Il diritto del più forte, di Rainer Werner Fassbinder (987)
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Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).
