Il riconoscimento è stato consegnato domenica 23 agosto presso il Museo Valentino nella città natale del divo, Castellaneta, in Puglia, luogo di nascita anche del padre e del nonno di Fabio Mancini che ha così onorato le sue origini.
Morto prematuramente all’età di 31 anni per un’attacco di peritonite, Rodolfo Valentino fu il primo superdivo del cinema che portò la settima arte all’attenzione dei più, dettando inoltre le mode del momento, si parlava di abiti alla Valentino, di capelli ingellati alla Valentino, ma soprattutto di quello sguardo magnetico alla Valentino. Tutti elementi immortalati nella storia dello stile.
I dettagli beauty resi celebri da Rodolfo Valentino
circa 1922: Rudolph Valentino (1895 – 1926) the screen name of Rodolpho d’Antonguolla, the Italian-American leading man and great romantic idol. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)Hulton Archive/Getty Images
Capelli lucidi e pettinati all’indietro, come si dice in gergo contemporaneo slicked-backs erano il suo marchio di fabbrica. La sua chioma corvina rigorosamente pettinata con una riga laterale netta o centrale ben definita aveva un inconfondibile effetto lucido e scolpito, allora definito Vaseline look. Si otteneva grazie a brillantine dense e oli per capelli, estetica che influenzò milioni di uomini dell’epoca e che ancora oggi si vede sulle teste di star come Achille Lauro, Mamhood e Damiano David.
L’incarnato levigato, grazie al trucco da schermo che esaltava l’espressività nel cinema muto, era il risultato di ciprie e fondotinta opacizzanti per valorizzare la struttura ossea sotto le luci di scena.
Lo sguardo enfatizzato da matita scura o kohl lungo le rime palpebrali e le sopracciglia sottili e arrotondate erano perfettamente delineate per accentuare l’espressività dello sguardo.
Le labbra venivano definite da rossetti scuri applicati per dare contrasto nelle riprese in bianco e nero e il viso, sempre dalla rasatura impeccabile, metteva in risalto gli zigomi pronunciati e il uso ovale appuntito.